sabato 23 settembre 2017

LAURA E NELLO, SPOSI SINGLE



In quel di Lissone, in Brianza, non si è fatta mancare nulla Laura Mesi . Matrimonio in piena regola . Ci sono tutti gli ingredienti, tranne il principe azzurro. L'abito bianco, le damigelle d'onore, un celebrante con la fascia tricolore al collo, un bouquet di fiori profumati, poi la festa in un ristorante e la luna di miele a Mars Alam. .

 La "sposa" brianzola, infatti ha deciso di celebrare le sue nozze con se stessa, organizzando un matrimonio in piena regola promettendosi amore eterno. Ma mi domando: se dovesse uscire con uomo, sarà un tradimento?.... Ohhh c'è un matrimonio di mezzo!




Da huffpost

"Nessuno, me per prima, ha sentito la mancanza di uno sposo" scrive la sposa single su Facebook, dove ha pubblicato le foto dei momenti più belli del suo matrimonio, senza sposo. Laura, difatti, aveva giurato a se stessa che sarebbe convolata a giuste nozze entro i 40 anni, così, allo scoccare del quarto decennio d'età, ha deciso di mantenere la promessa e ha voluto organizzare un matrimonio in piena regola, sposando se stessa in attesa di un uomo degno del suo amore.



Come ogni matrimonio che si rispetti, la ragazza di Lissone ha speso mesi e mesi nei preparativi, per rendere quello delle sue nozze single il giorno più bello della sua vita. "Amare se stessi è l'inizio di una storia d'amore lunga tutta la vita" ha scritto Laura sul social facebook sfoggiando ben 5 cambi d'abito nel giorno del suo "sì".


Laura ha voluto fare le cose in grande , pagando comunque interamente di tasca sua la festa -,e sia il rito che il ricevimento seguente diventeranno un documentario che verrà mandato in onda su Sky. Un'idea, quella delle nozze single, che è venuta pochi mesi fa anche a un uomo napoletano, Nello, che a maggio si è sposato da solo nel castello del "Boss delle cerimonie".



In entrambi i casi gli invitati sono stati tanti (70 per Laura) e tutti orgogliossimi della/o sposa/o single, del suo amore per sé e della sua immancabile dose di follia.

Ai due proporrei un incontro. Li unisce la stessa follia (simpatica)




Annamaria



venerdì 22 settembre 2017

SEI GRASSA





“‘Grassa" di solito è il primo insulto che una ragazza rivolge a un’altra quando vuole ferirla; ricordavo di averlo visto succedere sia quando andavo a scuola sia tra le adolescenti.
Così ho ricordato com’è strano e malsano l’insulto “grassa”.
Voglio dire, “grassa” è davvero la cosa peggiore che possa essere una persona? Essere “grassi” è peggio che essere vendicativi, gelosi, superficiali, vanitosi, noiosi o crudeli?

No, per me no; ma del resto, che ne so io delle pressioni sociali sulla magrezza? Vengono indicati come esempi da imitare quelle celebrità le cui più grandi imprese sono unghie perfettamente smaltate, le cui uniche aspirazioni sembrano essere farsi fotografare con nove vestiti diversi in una sola giornata, la cui unica funzione nel mondo sembra essere il sostegno del commercio di borse dal prezzo esorbitante e di cagnolini grossi come ratti.

Forse tutto questo sembra comico o di poca importanza, ma non è così. Si tratta di quello che le ragazze vogliono essere, di quello che suggeriscono loro di essere e di come si sentono per essere come sono ed in un mondo ossessionato dalla magrezza mi preoccupa, perché non voglio ci siano cloni emaciati con l’ossessione di se stesse e con la testa vuota.

Vorrei ragazze indipendenti, interessanti, idealistiche, gentili, caparbie, originali, divertenti.. C’è un migliaio di cose, prima di “magre”.”
— J. K. Rowling


Condivido pienamente il pensiero della Rowling che con genialità ha creato Harry Potter! Anche la superficialita' dovrebbe essere allontanata da ognuno di noi.
E comunque anche se non sono ragazza, dunque vale per tutte, io magra non sono da un pezzo. Indipendente lo sono. Interessante così e cosà. Idealistica, l ho archiviata. Caparbia abbastanza ma ogni tanto inciampo. Gentile quel che serve e con chi merita. Originale manco per idea. Divertente boh ...
Insomma fatemi sapere quando passa il tipo dell l'umido...............



Annamaria




giovedì 21 settembre 2017

CHE GIORNATA MERAVIGLIOSA, GRAZIE ITALIA UNO.


Questa dichiarazione è quella che "ogni donna" vorrebbe sentirsi dire. Anche se "Noi donne" è un'espressione che non ha alcun senso: a me, con certe, dà fastidio persino condividere il genere.



Sveglia alle 7, è una giornata di merda.
Sonno, freddo, pioggia e stanchezza.
Mentre bevo il caffè accendo la Tv e trovo Anna dai Capelli Rossi su Italia Uno.
È uno dei pochi cartoni anni 80 di cui non ricordo bene la trama.
Leggo Wikipedia.
“Dopo 3 mesi dalla nascita le muoiono entrambi i genitori per una malattia infettiva.
Non avendo parenti viene affidata alla signora Thomas, povera e col marito alcolizzato. Vive con loro finchè il marito non muore travolto da un treno.
Per lei non c’è più posto allora viene affidata alla signora Hammond che vive col marito e 8 figli in una baracca.
Dopo 2 anni muore anche il marito della signora Hammond e Anna viene spedita in orfanotrofio…”.
Bacio il pavimento.
Abbraccio il tavolo.
Un applauso alla tazza di caffè.
Esco in mutande e ringrazio il cielo di essere viva.
Mi rivolgo a mia mamma e le dico “Ti voglio bene!”.

Annamaria


domenica 17 settembre 2017

IGNOBEL 2017: LA SCIENZA BIZZARRA PREMIATA DAI NOBEL



Gatti liquidi, coccodrilli e slot machine, peni femminili e la dimostrazione che i gemelli sono uguali: le ricerche che si sono aggiudicate il premio più irriverente dell'anno e il più ambito da studiosi che godono di autoironia. Il riconoscimento viene assegnato da 27 anni a dieci autori di ricerche “strane, divertenti, e perfino assurde”, quel tipo di lavori improbabili che “prima fanno ridere e poi danno da pensare”, come riporta il sito ufficiale.

  
Ad Harvard, nei giorni  è andata in scena la serata di gala dei IgNobel 2017, con la consegna dei premi. Quest'anno sono state introdotte anche nuove categorie, per "ricerche serie", pubblicate su riviste scientifiche prestigiose, purché oggettivamente strampalate.


Millecinquecento spettatori, armati dei consueti aeroplanini di carta, hanno assistito alla premiazione dei vincitori che si sono visti consegnare il riconoscimento direttamente dalle mani di tre premi Nobel: Eric Maskin (economia, 2007), Oliver Hart (economia, 2016) e Roy Glauber (fisica, 2005). Ecco l'elenco delle ricerche premiate. E partiamo da quella italiana:

GEMELLI UGUALI. Il premio IgNobel per la cognizione è andato a un team italiano (Università La Sapienza di Roma e Istituto Superiore di Sanità) “per aver dimostrato che molti gemelli identici non sono in grado di distinguersi visivamente gli uni dagli altri". La ricerca è stata pubblicata sulla rivista PlosOne. Hanno ritirato il premio Matteo Martini e Ilaria Bufalari, due degli autori dello studio.





IL GATTO LIQUIDO. Sappiamo che la materia può certamente assumere uno di questi tre stati: solido, liquido o gassoso. Ma a Marc-Antoine Fardin, del Laboratoire de Physique alla École Normale Supérieure di Lione, è sorto un dubbio osservando che, come l'acqua, i gatti assumono la forma dei contenitori in cui vengono inseriti. Da questa considerazione è nato lo studio, pubblicato su Rheology Bulletin, che ha condotto Fardin alla vittoria dell'IgNobel per la fisica 2017 "per aver utilizzato la dinamica dei fluidi per rispondere alla domanda "può un gatto essere solido e liquido?". Nessun gatto è stato liquefatto nel corso dello studio...




TRA MOGLIE E MARITO. Metteteci un didgeridoo! Il tradizionale strumento musicale degli aborigeni australiani è valso al gruppo guidato da Milo Puhan l’IgNobel 2017 per la pace (tra conviventi). Lo studio, pubblicato sul prestigioso British Medical Journal, ha rilevato che il suono del didgeridoo induce degli effetti benefici nella sindrome da apnea ostruttiva nel sonno. In altre parole, vi eviterà di russare. Con buona pace del vostro vicino di letto.






LA DIPENDENZA DEL COCCODRILLO. L'IgNobel per l'economia è andato all'australiano Matthew J. Rockloff e all'americana Nancy Greer  per lo studio pubblicato su Journal of Gambling Studies. I due ricercatori hanno osservato che la propensione a scommettere alle slot machine varia in base alle emozioni che vi suscita tenere al guinzaglio un coccodrillo vivo. Se ciò vi indurrà delle emozioni positive tenderete a scommettere di più, altrimenti la vostra propensione al rischio diminuirà. 

LE ORECCHIE DI NONNO DUMBO. A volte per raggiungere traguardi importanti occorre attendere a lungo. James A. Heathcote ha dovuto aspettare ben 22 anni per vedere premiato ieri il suo articolo apparso sul British Medical Journal nel 1995. La ricerca di Heathcote cercava di comprendere perché agli anziani crescono le orecchie. Il suo contributo però si chiudeva affermando che “il motivo per cui le orecchie dovrebbero crescere mentre il resto del corpo smette di farlo non trova risposta in questa ricerca”. L'IgNobel per l'anatomia è meritato.


LA CENA DI DRACULA. Un gruppo di ricerca guidato da Fernanda Ito, dell'Universidade Federal de Pernambuco, in Brasile, è salito sul palco del Sanders Theatre di Harvard per ritirare il nuovo IgNobel per la nutrizione "per la prima relazione scientifica sul sangue umano nella dieta del vampiro peloso". Lo studio, apparso su Acta Chiropterologica, ha potuto osservare che i pipistrelli della specie Diphylla ecaudata, in mancanza delle prede consuete (polli e uccelli selvativi), hanno iniziato a nutrirsi di sangue umano. Lo studio potrebbe risultare più serio del previsto considerando che questa specie di pipistrelli potrebbe essere collegata alla diffusione della rabbia.




FORMAGGIO? NO, GRAZIE. “Per aver utilizzato tecniche avanzate di scansione cerebrale per misurare il livello di disgusto delle persone verso il formaggio": con questa motivazione Jean-Pierre Royet e i suoi colleghi francesi del Lyon Neuroscience Research Center sono stati insigniti dell'IgNobel 2017 per la medicina. In uno studio pubblicato su Frontiers in Human Neuroscience i ricercatori hanno analizzato l'attività cerebrale di un gruppo di volontari mentre annusavano formaggi puzzolenti. Lo studio sembra aver così individuato una zona del cervello che si attiverebbe nei soggetti a cui il formaggio non piace.



INSETTI TRANSGENDER. Un team internazionale (Giappone, Svizzera e Brasile) si è, invece, aggiudicato l'IgNobel per la biologia. I ricercatori hanno fatto, nel 2016, una scoperta sorprendente: nelle caverne brasiliane hanno individuato degli insetti, del genere Neotrogia, in cui gli organi sessuali sono invertiti - le femmine presentano degli apparati genitali esterni simili al pene maschile che, invece, presentano delle "vagine". Si tratterebbe del primo caso di inversione dei ruoli sessuali tra i sessi. Lo studio, dal titolo Female Penis, Male Vagina, and Their Correlated Evolution in a Cave Insect è stato pubblicato sulla rivista Current Biology.

CAMERIERE, CAFFÈ! Arriva dalla Corea del Sud lo studio che ha condotto Jiwon Han alla vittoria dell'IgNobel per la fluidodinamica. Han ha voluto capire quale fosse il modo migliore per trasportare una tazza di caffè senza rovesciarla. Il ricercatore ha esaminato complessi modelli e calcoli matematici per giungere alla conclusione che le condizioni per evitare di rovesciare il caffè sono principalmente due: tenere saldamente la tazza con tutte e cinque le dita e... camminare all'indietro. La ricerca è apparsa su Achievements in the Life Sciences.




MUSICA HOT. Marisa Lopez-Teijon e colleghi salgono sul palco degli IgNobel per uno studio molto particolare: sono riusciti a dimostrare che è possibile far ascoltare meglio la musica ai feti attraverso un dispositivo (BabyPod) da inserire direttamente all’interno del canale vaginale materno, superando così il limite del corpo materno. L'articolo (e l'allegato brevetto) sono pubblicati su Ultrasound. Premio IgNobel per l'ostetricia 2017.


Fonte-Focus

Annamaria


lunedì 11 settembre 2017

GASLIGHTING , OVVERO: VIOLENTO IO? NO, SEI TU CHE SEI PAZZA



Il termine gaslighting ha  origine dal film del 1944 “Gas light” (regista Georg Cukor tratto dall’opera teatrale del 1938 “Angel Street” di Patrick Emilton) uscito in Italia con il titolo “Angoscia” che racconta la storia di una donna spinta alla pazzia dal marito. L’uomo in questione architetta un piano che prevede l’alterazione delle luci a gas presenti in casa, per negare in un secondo momento che ciò sia avvenuto, tutto ciò per far sì che la donna dubiti di se stessa e impazzisca.






LA CRUDELE TATTICA MANIPOLATORIA DEL GASLIGHTING.

"Hai lasciato il GAS APERTO 

(intenzionalmente?) !!! Volevi far

 esplodere la casa? Perchè non vai fuori dai coglioni?"

Fortunatamente la vittima di quanto scritto sopra, per mano di un GASLIGHTING, non era sola in casa ma con un'amica che ha potuto testimoniare, in maniera assoluta, che la vittima abbia compiuto una simile azione.





Vittime di questi individui,vogliatevi bene,state attente ai piccoli segnali e se qualcosa va male FATEVI AIUTARE...ecco alcuni segnali


-“Me l’hai detto tu poco tempo fa, non ti ricordi? Davvero non ti ricordi?”
-“Ne abbiamo parlato un sacco di volte e non lo sai più?”
-“Hai frainteso!”
-“Sei sicura? Tu non hai memoria!”
-“Sei grassa! (magra, brutta, ignorante, incapace, ecc..)”
-“ Non sai fare niente! Non ne fai una giusta!”
-“ Ma come non ti ricordi! Me l’hai detto proprio tu!”
-“ Questo non me l’hai mai detto! Te lo sarai immaginato!”
-“ Le tue amiche sono  stupide come te!”
-“ Se ti lascio rimarrai sola per tutta la vita!”
-“ Tu non sei nessuno!”
-“Io non dico bugie, sei tu che immagini certe cose”




Se il tuo partner usa questo tipo di espressioni con te spesso, facendo sì che pian piano tu  cominci a dubitare delle tue convinzioni e dei tuoi giudizi di realtà è molto probabile che lui/lei stia usando contro di te una crudele tecnica manipolatoria chiamata gaslighting.


E’ una delle armi invisibili preferite dei manipolatori e violenti psicologici. E’ la forma di violenza psicologica più subdola, non lascia ferite sul corpo bensì lividi nell’anima. Il gaslighter può essere un partner, un familiare, un collega, un capo o un amico.


Il gaslighter è colui che altera la tua percezione della realtà, ti porta a credere che una menzogna sia la verità,  che un episodio che ricordi perfettamente sia soltanto frutto della tua immaginazione, ti farà credere di non ricordare una cosa che in realtà non è mai successa, fino a farti credere di essere diventata pazza, tutto con l’unico vile obiettivo di distruggere la tua capacità di giudizio, sviluppare un’insicurezza di fondo e fare in modo che tu dipenda da lui; questa crudelissima strategia manipolatoria può causare conseguenze psicologiche anche gravi nella vittima.

 Le diverse tecniche di gaslighting, che un partner potrebbe usare intenzionalmente o senza rendersene conto se si tratta di abitudini apprese e internalizzate in contesti familiari disfunzionali, sono le seguenti:

 Negazione: quando il gaslighter, ll partner abusante, si rifiuta di ascoltare o fa finta di non capire ciò che dici.

“Me lo hai già detto 100 volte, non voglio ascoltare questo di nuovo”.




Contrapposizione: quando il gaslighter mette in dubbio i ricordi di situazioni ed eventi della vittima, anche quando la vittima ricorda ogni singolo dettaglio dell’accaduto.

“Non è così, non è vero! Tu non ricordi mai niente,stai perdendo colpi”


 Blocco/Deviazione: quando il gaslighter devia i discorsi, spostando l’attenzione su un argomento ben lontano da quello su cui si stava discutendo; e/o quando il gaslighter mette in dubbio pensieri ed emozioni della vittima.
  

“Queste idee folli te le ha suggerite (un amico, familiare, collega, etc)?”
“Te lo sarai immaginato!”


 Banalizzazione: il gaslighter sminuisce le emozioni della vittima e banalizza i suoi bisogni


“ Tu sei iper sensibile”
“Non ti arrabbierai di nuovo per cose di poco conto?”


 Dimenticanza/Rifiuto: il gaslighter fa finta di aver dimenticato fatti accaduti e/o nega di aver fatto determinate promesse alla vittima.


 “Questo l’hai inventato tu!”
“Io non so di cosa tu stia parlando”


Il gaslighting si manifesta gradualmente nelle relazioni, infatti è molto difficile riconoscere queste forme di manipolazione all’inizio della relazione. Con il tempo però queste dinamiche disfunzionali diventano una spirale fino a far sentire la vittima confusa e depressa. Se all’inizio della relazione il suo sarcasmo e le sue critiche erano rare e “innocenti” con il passare del tempo le critiche e svalutazioni diventano più crudeli e insistenti. Così non fidandosi più delle sue percezioni della realtà e della sua memoria, la vittima farà sempre più affidamento sul suo partner rafforzando così una spirale da cui non sarà facile uscirne.





 COSA POSSIAMO FARE?


Il primo step per affrontare e superare questo tipo di violenza psicologica è accorgersi che qualcuno usa queste tattiche crudeli contro di te.


Riconoscere i campanelli d’allarme 
Rileggi le frasi ed espressioni tipiche sopra elencate usate dai gasligheter e memorizzale.

Se sospetti che qualcuno stia cercando di manipolarti, annota le frasi pronunciate da questa persona che sminuiscono e/ ridicolizzano le tue emozioni e ti feriscono, rileggile, presta attenzione sulla frequenza con cui ti vengono dette quelle cose e analizzale.

Il gaslighting è uno schema comportamentale manipolatorio, nel momento in cui individui il modo in cui questi schemi si presentano e ripetano, sarà più facile riconoscere i campanelli di allarme e disarmare i manipolatori.


Riacquistare la fiducia in te stessa
Non è di certo facile ma è possibile. Il gaslighter ha cercato in tutti i modi di distruggere la tua autostima e annullare ogni tua capacità valutativa.


Ora che sei cosciente del fatto che si tratta di una strategia di manipolazione e che il problema non sei tu, le tue emozioni e la tua memoria, ogni volta che sei bersaglio di un attacco del gaslighter ricorda che è solo una tattica di abuso mentale.

Ricorda che le tue emozioni e i tuoi sentimenti sono validi e veri, che certe espressioni vengono usate dal gaslighter solo per ferirti, fidati della tua memoria, tu sei capace di ricordare ciò che è successo, ciò che hai visto e sentito perfettamente.


Secondo la psicanalista Robirn Stern, PHD, i sintomi nelle vittime di gaslighting sono i seguenti:

-Metti in dubbio te stessa costantemente
-Chiedi a te stessa: “Forse sono io ad essere troppo      sensibile?”più volte al giorno
-Ti senti spesso confusa e pazza
-Ti scusi sempre con il tuo partner
-Non riesci a capire perché non riesci ad essere felice
-Cerchi spesso delle scuse per giustificare i comportamenti del -tuo partner ad amici e familiari
-Senti che qualcosa sia sbagliato, che c’è qualcosa che non va ma non sai bene di cosa si tratta
-Cominci a mentire per evitare di essere svalutata e sminuita
-Hai problemi nel prendere piccole decisioni
-Senti che in passato eri una persona diversa- più sicura di te stessa, più felice, più risolutiva
-Ti senti persa e infelice
-Ti senti come se non riuscisse a fare niente di buono
-Ti chiedi se sei una “buona” partner


Non dimenticare mai che tu sei forte. I tuoi sentimenti sono veri e validi. La tua memoria è ottima. Se ti senti ferita è perché sei stata ferita. Se ti senti arrabbiata è perchè qualcuno ti ha fatto sentire arrabbiata.
Fonte( happinessbeyondsilence)


Annamaria


giovedì 7 settembre 2017

BLUES-SESSO. (LE LACRIME DOPO IL SESSO)



Se vi è capitato di piangere ,almeno una volta, dopo aver fatto sesso non vi preoccupate perchè si tratta di una reazione contraddittoria ma solo apparentemente.
Le lacrime che scendono sono un fenomeno molto comune ma preoccupano parecchio entrambi i sessi.
Alcune donne piangono dopo l'orgasmo soprattutto perché il piacere arriva come una liberazione dal controllo  mantenuto durante il rapporto.
Se la propria partner scoppia a piangere spesso l'uomo si fa mille problemi e domande sulla prestazione appena avvenuta.
Dall'altro lato, la donna non si spiega il momento di tristezza estrema dopo il coito. State tranquilli è tutto ok!
Non c'è da preoccuparsi. Anzi, molto probabilmente la reazione è figlia di un'esperienza paradisiaca. 



Infatti ci vengono in aiuto gli esperti per capire meglio questo fenomeno e secondo uno studio condotto da Robert Schweitzer della Queensland University of Technology, in Australia, non solo il 46% delle donne ha vissuto questa esperienza, ma le cause del fenomeno non sono affatto legate ne a traumi ne tantomeno a frustrazioni varie di ogni sorta.
Come riporta Focus.it, le componenti sono di natura fisiologica. La ossitocina e le endorfine, ormoni del benessere, solitamente calano di colpo dopo l'orgasmo, provocando un senso di abbattimento totale. Ancora da comprendere la componente psicologica, si entra in un campo più complesso e sfaccettato. Pare che l'ombra di tristezza s'impadronisca di noi perché l'esperienza è stata così intensa e bella da provocare forte malinconia una volta terminata.

Galeno, il famoso medico greco, scriveva intorno al 150 d.C.: «Dopo l’orgasmo, tutti gli animali tranne i galli e le donne sono tristi». In realtà sappiamo che questa “malinconia”, colpisce sia le donne che gli uomini.

Comunque, non c'è da preoccuparsi: se si piange dopo il sesso, in realtà è perché è andato tutto più che bene. Lacrime di gioia che gli esperti chiamano blues-sesso.(le lacrime dopo il sesso)


Scusate , vado a piangere...ma per ben altri motivi!!!

Annamaria


domenica 3 settembre 2017

ARGENTINA, DOV'E' SANTIAGO MALDONADO ?



Potrebbe essere questa che vedete l’immagine per il lancio della nuova campagna pubblicitaria Benetton: il volto un po’ arruffato di un giovane ragazzo argentino, capelli scompigliati, dreadlock in vista e sguardo penetrante su sfondo nero – monocromo -, proprio come quelli che piacciono tanto al bravo Oliviero 
Toscani, e poi, immancabile, il logo con il motto della celebre azienda italiana, United Colors of Benetton, divenuto, grazie ad abili strategie di marketing, sinonimo di apertura, multiculturalismo, integrazione tra i popoli e le culture.



Santiago Maldonado si è integrato talmente bene che non lo si trova più. Scomparso nel nulla, anzi, scomparso nei possedimenti patagonici del gruppo Benetton. D’altra parte come non perdersi in 900mila ettari di terra? Già, perché le dimensioni delle proprietà di una tra le maggiori imprese nel mercato dell’abbigliamento mondiale ammontano a tale spropositata cifra solo in America Latina. Un’acquisizione – o meglio, un accaparramento – del valore di 50 milioni di dollari che risale al 1991.




Ma quelle terre non appartenevano allo stato argentino e men che meno alla Argentine Southern Land Company Limited, l’impresa inglese che ne deteneva la proprietà legale già dai primi del ‘900.

Quelle terre appartenevano e appartengono al popolo Mapuche, gli indigeni araucani che vivono in Patagonia da tempi immemorabili, ben prima dell’arrivo dei colonizzatori spagnoli. E, com’è noto, la terra è di chi l’abita. Nessuna legge potrà mai contraddire questo principio universale.




I Mapuche non possono esibire alcun titolo di proprietà riferito a quei terreni. Non ne hanno mai avuto bisogno, né si arrogherebbero mai la presunzione di poter considerare la natura un oggetto da negoziare. Sono il “Popolo (che) della Terra (mapu)”, e per questo rivendicano il diritto ad abitarla come hanno sempre fatto.

Quando il gruppo Benetton si è appropriato dei loro luoghi ancestrali, non ha esitato un momento nel procedere con gli sgomberi forzati di interi villaggi, sfollando le famiglie e sostituendole con quasi 300mila pecore da lana. Le greggi, è proverbiale, son mansuete, ma non i Mapuche, che da allora non hanno smesso di lottare, resistendo e reagendo alle violenze che periodicamente vengono portate avanti contro i loro membri più attivi, spesso arrestati e imprigionati dalle autorità nazionali con l’accusa di terrorismo. È questo il caso di Facundo Jones Huala, leader della Resistenza Ancestrale Mapuche (RAM), che da oltre due mesi è detenuto nel carcere di Esquel, nella provincia di Chubut, per aver promosso e partecipato ad attività di boicottaggio e riappropriazione di terre che ora appartengono a Benetton.

Il 1 agosto 2017, la Gendarmeria Nacional, forza armata direttamente agli ordini del Ministero della Sicurezza del Governo – attualmente presieduto da Mauricio Macri – ha fatto irruzione nella comunità in resistenza Pu Lof, nella stessa provincia di Chubut, dove membri della RAM e vari sostenitori della causa mapuche, stavano manifestando il loro diritto alla terra. L’intervento repressivo dei militari ha disperso la folla indigena a suon di cariche, pallottole di gomma e roghi di abitazioni, senza risparmiare le violenze a donne e bambini.

Santiago Maldonado, un artigiano ventottenne di Buenos Aires, si trovava lì a sostenere la lotta del popolo mapuche. Alcuni testimoni raccontano di averlo visto per l’ultima volta nelle mani della Gendarmeria, ma la stessa arma e il governo smentiscono.




È trascorso un mese dalla sua sparizione.

L’Argentina e il mondo intero non hanno bisogno di aggiungere un nuovo nome alla macabra lista dei desaparecidos.



Signor Presidente, donde està Santiago Maldonado?

Signori Benetton, dov'è Santiago Maldonado?

Vogliamo una risposta.

Vogliamo Santiago, vivo.

Fonte Agora-Vox

Al coro mi unisco anche io, nel mio piccolo e domando DONDE ESTA' SANTIAGO MALDONADO?

Annamaria

sabato 2 settembre 2017

LEONARDO PIERACCIONI E L'EDUCAZIONE DEI FIGLI

Un messaggio divertente con riferimenti da non sottovalutare (la pedata di Chinaglia allo svogliato D'Amico) e qualche intuizione pedagogica  (l'I-Tavor somministrato ai bambini per starsene in pace).

Leonardo Pieraccioni Pagina Ufficiale, facebook 28 agosto alle ore 9:25 · 
Signori! Siamo passati da "mio padre mi fulminava con uno sguardo" a "mio padre se dice di no lo fulmino". I nostri amatissimi pargoli sin dalla tenera età stanno prendendo dito, mano, braccio e cosce. Sono i cosiddetti scatenatissimi "nativi digitali" ma mi sa che son pure "nativi" più stronzi di un tempo! Imparano velocissimi il nostro limite di sopportazione e sanno che "alla quinta volta di fila che glielo chiedo piagnucolando" noi cediamo. Maleducati per la nostra mancanza di fiato. "Babbo - mi ha chiesto seria la mia - ma se io da oggi faccio tutto quello che mi dici, tu mi potresti pagare?". La risposta doveva essere un tenero calcio nel culo alla Chinaglia e invece mi è pure scappato da ridere. Due giorni dopo si è lamentata perchè reo di averla portata nel "solito ristorante" due volte nella stessa settimana! Altra pedata nel culo mancata. Il risultato potrebbe essere che il passaggio da "simpatica bambina birichina" a "impertinente ragazzetta stronzetta" sia già scritto. Colleghi genitori, uniamoci! Se le nostre amorose e moderne spiegazioni sul vivere corretto sono accolte da pernacchie e risatine, risdoganiamo il vecchio e caro "calcio nel culo" dei nostri nonni; non ha mai fatto male a nessuno, anzi! Ritorniamo, in qualsiasi modo, a quei bambini educati e felici di ricevere un balocco e non a questi che ne chiedono uno al giorno per poi scordarselo nel punto esatto di dove lo hanno scartato. E soprattutto leviamoli davanti quel cazzo di Ipad che è solo un moderno "tavor elettronico" che mettiamo loro in mano per quando gli esauriti siamo noi. Uniamoci, facciamolo per loro. La mia non sta a tavola più delle sue cinque penne al pomodoro. Credetemi, gliel'ho detto in tutti i modi possibili che si rimane seduti finchè tutti non hanno finito. La sua risposta è stata sempre alzarsi e andare a giocare. Non ci arriva a parole perchè è nella natura ribelle di tutti i bambini fare così? Benissimo: useró il bonus di una terapeutica pedata nel culo, di quel tempo che fù. Un paio a semestre riorganizzeranno sicuramente quei ruoli persi in questo lascivo vivere moderno.



Il lungo sfogo di Pieraccioni, molto ironico pubblicato sulla sua pagina facebook ha fatto e sta ancora facendo discutere. L'attore e regista  ha  lanciato un appello ai "colleghi genitori" per unirsi nel ripristinare il "vecchio e caro "calcio nel culo" dei nostri nonni" per educare i figli.
Scrive ; Una pratica "che non ha mai fatto male a nessuno, anzi. Questo perché, "siamo passati da 'mio padre mi fulminava con uno sguardo a mio padre se dice di no lo fulmino'".
Uno sfogo semiserio, arrivato dopo l'osservazione attenta del comportamento della figlia Martina di 7 anni.
"Babbo - mi ha chiesto seria la mia - ma se io da oggi faccio tutto quello che mi dici, tu mi potresti pagare?". 
Ed ecco immediata anche la risposta di un insegnante che potete leggere qui  . Mi colpisce leggere la rassegnazione di questo professore nei confronti di ragazzi 23enni e dunque non ragazzini che durante un viaggio in Campania, in realtà difficili, postavano e taggavano su instagram giustificandolo come il loro linguaggio. E' vero che succede ma che un insegnante sia favorevole o rassegnato mi pare diseducativo.




Il padre dei miei figli soleva  ripetermi "a me i figli mi rispettano (uno assecondandolo sempre e l'altra vietandole ogni...) tu devi pensarci da sola a farti rispettare ."
(sbagliatissimo!) 
Infatti ho sempre fatto da madre e da padre con qualche fatica.
Con certi  figli più che calci in culo (magari meglio qualche scappellotto ma per il toscano Pieraccioni è un modo metaforico di espressione) i genitori devono avere anche una botta  di culo . Dire sempre si, comunque, è sbagliato .Così come giustificarli sempre sin da piccoli. Piu' avanti  te li ritrovi che danno più valore alle cose materiali che tutto il resto. Sono d'accordo che quando prendono il sopravvento un'alzata di mani , non per far male ma per capire che ci sono regole e limiti che non vanno superati e se si superano si deve pagare il prezzo, fa solo bene considerando che c è  gente che vuole tutto e il suo contrario senza pagarne il prezzo.

Annamaria


sabato 26 agosto 2017

LE SUE PRIME 24H IN SICILIA







Le mie prime 24h in Sicilia, considerazioni:

1) Ingrassi anche se non mangi. Mentre scrivo ho preso 1kg solo respirando odore di cibo passivo.


2) kg


3) kg


4) Se qualcuno chiama "TOTÓ!" si girano tutti. Anch'io.


5) Le L che risparmiano dicendo "Andiamo a mare" vengono fritte e buttate nei coni assieme a totani, alici e calamari.


6) Nel dubbio tra arancino o arancina per non far figure di merda mi son finto straniero e ho chiesto: "The arancin".


7) Gli ambulanti in spiaggia cantano. "Sapore di sale, sapore di mari se mangi più cocco arrivi a domani". Non fa rima, ma è comunque meglio di Despacito.

Scacce Ragusane


8) Se non sai cosa mangiare i siciliani ti offrono un assaggino. Sarò indeciso fino a fine vacanza.


9) Il loro "Assaggino" è il fabbisogno giornaliero di calorie di un maschio adulto in buona salute del Nord.


10) Li amo.




D.V
Annamaria



martedì 22 agosto 2017

QUANTU ERA BELLU- QUANTO ERA BELLO



Quantu era bellu
Manu ccù manu
Passiari ccù Tia…

Quantu era bellu
Taliari li stiddi
Abbrazzatu ccu Tia …

Quantu era bellu
Accarizzari la t’ho facciuzza
E parlari d’amuri ccu Tia …

Quantu e tristi ora
La me vita
Senza di Tia …

Quantu e tristi ora
Cianciri dispiratu
Pinsannu a Tia…

Quantu e tristi ora
Sta poesia d’amuri
Cà parla di Tia…

E quanta pena arristò
Nta lu me cori
Quannu sulu lu lassasti …

E quanta pena arristò
Nta la me vita 
ora cà ti nn'annasti…

E quantu amuri …
E quanta tinirizza…
E quanta amarizza…

E quanta pena …
Quannu ora…
Pensu a Tia.

TRADUZIONE

QUANTO ERA BELLO




Quanto era bello
Mano con mano
Passeggiare con Te …

Quanto era bello
Guardare le stelle
Abbracciato con Te …

Quanto era bello
Accarezzare la tua faccetta
E parlare d’amore con Te …

Quanto e triste ora
La mia vita
Senza di Te …

Quanto e triste ora
Piangere disperato
Pensando a Te …

Quanto e triste ora
Questa poesia d’amore
Che parla di Te …

E quanta pena restò
Nel mio cuore
Quando solo lo lasciasti …

Quanta pena restò
Dentro la mia vita
ora che te ne andasti…

E quanto amore…
E quanta tenerezza…
E quanta amarezza…

E quanta pena…
Quando ora...
Penso a Te.

Toto' Migliore