sabato 17 dicembre 2011

PENSIERO DI OGGI




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Pensiero positivo di oggi


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Ho intenzione di godermi pienamente ogni istante della mia vita 




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VEDREMO UN FILM . . .


Da venerdì 16 dicembre, nelle sale troveremo i film che ci faranno compagnia durante le prossime festività natalizie. Dopo una buona fetta di panettone e di pandoro, fate quattro passi e poi . . . la poltrona accogliente del vostro cinema preferito . . .

Sherlock Holmes - Gioco di ombre

Secondo capitolo delle avventure del detective londinese
Regia di Guy Ritchie. Con Robert Downey Jr., Jude Law, Noomi Rapace, Stephen Fry, Jared Harris. 
Genere Azione - USA, 2011. Durata 129 minuti circa.

Holmes è sempre stato il più astuto di tutti…almeno fino ad oggi. Una nuova acuta mente criminale, il Professor Moriarty (Jared Harris), con una intelligenza pari a quella di Holmes e con una predisposizione al male ed una totale assenza di coscienza, potrebbe mettere in grande difficoltà il rinomato detective. Quando il Principe d’Austria viene trovato morto, tutte le prove raccolte dall’Ispettore Lestrade (Eddie Marsan), indicano come causa della morte il suicidio. Eppure Sherlock Holmes deduce che il Principe è stato vittima di un omicidio – omicidio che è soltanto il primo pezzo di un puzzle ben più grande e sinistro messo a punto dal Professor Moriarty.


Vacanze di Natale a Cortina

Ripescando nella memoria del primo affresco natalizio vanziniano, il cinepanettone si rivolge all'attualità del Bel Paese
Un film di Neri Parenti. Con Christian De Sica, Sabrina Ferilli, Ricky Memphis, Valeria Graci, Katia Follesa. 
Genere Commedia - Italia, 2011. Durata 113 minuti circa.


Un ritorno al passato, quando Vacanze di Natale veniva girato a Cortina. Il cast ruota attorno a due capisaldi della saga cinematografica come Christian De Sica e Sabrina Ferilli. Nel cast figurano anche Ricky Memphis, Dario Bandiera, Ivano Marescotti e direttamente da Zelig, Katia e Valeria insieme a Giuseppe Giacobazzi. La sceneggiatura è firmata con Neri Parenti da Carlo ed Enrico Vanzina.


Il gatto con gli stivali


Il gatto che rubò la scena a Shrek non sa tenerla tutta per sé
Un film di Chris Miller. Con Antonio Banderas, Salma Hayek, Zach Galifianakis, Billy Bob Thornton, Amy Sedaris. 
Genere Animazione - USA, 2011. Durata 90 minuti circa.


Le spade si incroceranno e i cuori saranno infranti in questa avventura che vede come protagonista il più amato personaggio dell'universo di Shrek, il Gatto con gli stivali. Si tratterà di una corsa spericolata attraverso i primi anni del Gatto quando fece squadra con Humpty Dumpty, la mente e Kitty, la gatta di strada, per rubare la famosa papera dalle uova d'oro.


Le Idi di marzo

Un lucido romanzo di formazione lontano da implicazioni qualunquiste
Un film di George Clooney. Con Ryan Gosling, George Clooney, Philip Seymour Hoffman, Paul Giamatti, Marisa Tomei. 
Genere Drammatico - USA, 2011. Durata 101 minuti circa.

Stephen Meyers è il giovane guru della comunicazione nella campagna per le primarie presidenziali del Partito Democratico negli Stati Uniti di un molto prossimo futuro. Il candidato che sostiene, sotto la supervisione del più anziano Paul Zara, è il governatore Mike Morris. Morris parte svantaggiato ma ha dalla sua l’appeal di un richiamo ai più profondi valori della Costituzione americana visti sotto una luce contemporanea e accattivante. Stephen avrà modo di scoprire progressivamente che Morris, che pensava fosse sufficientemente coerente con gli ideali professati, ha un lato oscuro.


Finalmente la felicità


Ancora nell'occhio del ciclone sentimentale, Pieraccioni confeziona un'altra favola eterea
Un film di Leonardo Pieraccioni. Con Leonardo Pieraccioni, Ariadna Romero, Rocco Papaleo, Andrea Buscemi, Thyago Alves. 
Genere Commedia - Italia, 2011. Durata 93 minuti circa.


Il film racconta la storia di un professore di musica di Lucca (Leonardo Pieraccioni) che chiamato dalla trasmissione di Maria De Filippi "C'è posta per te", scopre che sua mamma, scomparsa da poco, aveva adottato a distanza una bambina brasiliana. Sono passati tanti anni e quella bambina adesso è una bellissima modella. Ora che la ragazza è in Italia per lavoro, vuole incontrare suo “fratello” italiano. I due danno così vita ad un incontro imprevisto, che sarà pieno di colpi di scena e di situazioni esilaranti.

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E respirando la bella aria natalizia . . .

Buona visione a tutti da Maria

BADANTI : "LA SINDROME D'ITALIA"

Se ne parla da qualche anno e con più frequenza . Mi auguro che la notizia che riporto nel nostro blog, invogli maggiormente le famiglie italiane ,che hanno una badante per seguire i propri cari, a manifestare ancora di più calore  e  umanità. Aiutandole ad affrontare con forza  la sofferenza per la  lontananza dei loro affetti più cari. Mando un abbraccio caloroso a Mariuka, ( che tra la Lombardia e la Sicilia ha preferito la Sicilia ...) Giga, ( che non c'è l'ha fatta ed è tornata nel suo paese, avendo lasciato una figlia di 10 anni) Carmensita, ( che ha realizzato il suo sogno di portare  in Italia i suoi figli e  per sempre, dopo 12 anni.) Isabel ( che sta ancora aspettando il ricongiungimento con i due figli) Nina , Titta che si trova in Italia da pochissimi mesi e che spesso vedo piangere... e a tutte , e sono veramente tante, le donne straniere che sono costrette ad emigrare per dare un futuro migliore ai propri figli .
 




Una nuova forma di depressione si aggira per l’Europa: si chiama “Sindrome italiana”. Non riguarda la schizofrenia della finanza o il pericolo di una nuova recessione. La sindrome che prende il nome dal Belpaese colpisce i lavoratori, o meglio le lavoratrici, più invisibili: le badanti provenienti dall’Est. I primi ad accorgersene sono stati due psichiatri di Ivano-Frankivs’k, città di duecentomila abitanti nell’Ucraina occidentale, profondamente segnata dalle tragedie del Novecento. Nel 2005, Andriy Kiselyov e Anatoliy Faifrych intuiscono che due donne in cura nel loro reparto presentano un quadro clinico diverso dagli altri. Sintomi che hanno imparato a riconoscere in anni di attività (cattivo umore, tristezza persistente, perdita di peso, inappetenza, insonnia, stanchezza, e fantasie suicide) si innestano su una frattura del tutto nuova, che mescola l’affievolirsi del senso di maternità con una profonda solitudine e una radicale scissione identitaria. Quelle giovani madri non sanno più a quale famiglia, a quale parte dell’Europa appartengano, come se un’antica armonia si fosse all’improvviso spezzata.

Kiselyov e Faifrych capiscono che il “male oscuro” ha chiare origini sociali. Le due pazienti sono state badanti all’estero, hanno lavorato a lungo come donne di compagnia, infermiere, assistenti tuttofare nelle case italiane. Lo hanno fatto per anni, 24 ore al giorno, salvo che per una breve pausa nella domenica pomeriggio. Sono state lontane dalla loro casa, hanno lasciato soli i loro figli per accudire anziani altrettanto soli dall’altra parte del continente. Hanno retto sulle proprie fragili spalle due delicate trasformazioni: da una parte, l’invecchiamento dell’Italia e lo sgretolamento delle sue famiglie; dall’altra – attraverso le loro rimesse, spesso unica fonte di reddito per le loro famiglie lasciate lì – la tumultuosa transizione dei paesi orientali. Sono rimaste a lungo sole, molto sole, senza che nessuno potesse percepire il loro stress crescente. E alla fine non ce l’hanno fatta più, sono crollate. I due psichiatri comprendono subito che le due pazienti non sono un caso isolato. Tante altre donne versano nelle stesse condizioni. E allora coniano il termine “Sindrome italiana”, dal nome del paese più “badantizzato” dell’Europa occidentale e forse del mondo. Le date in questa storia sono importanti.

Kiselyov e Faifrych diagnosticano i primi casi nel 2005, appena tre anni dopo la grande sanatoria del 2002 che permette di regolarizzare decine di migliaia di lavoratrici domestiche. Non ci vuole molto a capire che la “Sindrome italiana” non riguarda solo le donne ucraine. Colpisce anche moldave, rumene, russe, polacche… cioè buona parte delle lavoratrici che hanno finito per costituire l’ossatura centrale della “gestione” nostrana degli anziani non-autosufficienti. In Romania alcuni psichiatri iniziano a studiare l’altra faccia della medaglia, i figli lasciati nei paesi di partenza. Ed estendono la nuova locuzione “Sindrome italiana” anche a loro. Nel 2010 Mihaela Ghircoias, psichiatra presso l’ospedale pediatrico Santa Maria di Iasi, in Romania, si accorge che su circa mille bambini curati nel suo reparto, la metà ha un genitore (in particolare la madre) emigrata all’estero (in particolare in Italia) per lavorare (in particolare come badante). Alcuni hanno tentato il suicidio. Ecco il caso tipo: un ragazzino di 11 anni vive solo con il padre che non lavora, mentre la madre assiste un’anziana in Italia. Va bene a scuola, ha ottimi voti, ma è sempre silenzioso, la tristezza per la lontananza della madre gli scava dentro. Non ne parla con nessuno, apparentemente tutto procede per il meglio, ma in realtà il male oscuro lo logora. E – a soli 11 anni – tenta il suicidio.

Come si cura questo male europeo, che sembra quasi seguire i sommovimenti economici (e geopolitici) del nuovo mercato globale del lavoro? Spesso basta ricomporre il nucleo famigliare, e di colpo tutto il malessere svanisce. Ma altre volte le situazioni sono più complicate. Quando ritornano nel paese di origine, molte donne si ritrovano in un nuovo limbo. Si ritrovano in un paese che non considerano più come proprio; e, nel frattempo, i figli hanno definitivamente voltato loro le spalle.

Maurizio Vescovi, medico a Parma, è uno dei primi ad aver riscontrato in Italia questa nuova forma di depressione. Almeno il 25 % delle donne dell’Est incontrate nel suo studio ne soffre, tanto che ha segnalato il caso all’interno dell ’ Italian Study on Depression, una ricerca condotta dall’Istituto Mario Negri Sud di prossima pubblicazione. « Due costanti », sostiene Vescovi, « sembrano ritornare. Spesso queste donne lasciano un lavoro qualificato come insegnante, medico, ingegnere, per venire a svolgere mansioni dequalificate, per le quali non sono state formate. Inoltre, col tempo, si percepiscono come donne-bancomat: il solo rapporto con la famiglia consiste nell’inviar loro dei soldi. Diventano l’unica fonte di reddito ». Svitlana Kovalska, presidente dell’Associazione Donne Ucraine Lavoratrici in Italia, ha le idee chiare a riguardo: « Questo stress, in forme più o meno gravi, l’abbiamo provato tutte ». Queste donne hanno solo bisogno di rompere una gabbia di solitudine. Non è normale lavorare 24 ore al giorno, assorbendo su di sé i problemi di una nuova famiglia, dimenticando la propria.

La “Sindrome italiana” si cura con il calore, con il lavoro di comunità, elaborando nuove forme di auto-aiuto: « Ricordo una donna che stava molto male. Le chiesi di raccontarmi della sua vita. Iniziò a farlo, ma dopo pochi minuti scoppiò in un lunghissimo pianto. Quando si calmò, mi disse che erano dieci anni che non piangeva, in Italia non l’aveva mai fatto… Fece un lungo respiro, solo allora si sentì meglio ». L’ansia a volte scompare così. Ne è convinta anche Tatiana Nogailic, presidente di AssoMoldave a Roma. L’emigrazione di massa non si fermerà, dice, perché le badanti servono come il pane. È irrealistico pensare che il ritorno in patria sia l’unica soluzione, serve una vita migliore qui. « Le badanti devono essere considerate donne, non macchine. Anche qui, anche in Italia. Sono loro i soggetti da privilegiare quando si progettano interventi per l’integrazione. Sono loro le figure chiave per la mediazione tra mondi e culture ».

da "il fatto quotidiano" del 16 dicembre


Annamaria... a dopo

TEST : FINO A CHE PUNTO VI APRITE?

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Fino a che punto vi aprite?

TEST



Più vi “aprite” più considerate “amica” una persona! Ma se vi aprite con la persona sbagliata, aspettatevi “gossip” velenosi!
Lo scrittore americano Ralph Waldo Emerson ha detto: “Un amico è una persona con la quale posso essere sincero. Davanti a lui posso pensare ad alta voce.”
Un mezzo per misurare la profondità di un rapporto è scoprire fino a che punto riusciamo ad aprirci, cioè quanto sinceramente riusciamo a parlare con gli altri di cose intime e molto personali. Volete provare fino a che punto vi aprite con l’intimità, i segreti e le confidenze? Provateci con il seguente test e rispondete con un “SI” o con un “NO” alle seguenti domande: immaginatevi di stare a conversare con una persona “amica”. Le domande sono 26. Allora…

SE STESSI PARLANDO CON UN “VERO” AMICO (O “VERA”AMICA)…
01
gli diresti se ti fossi mai recato in una chiesa di religione diversa dalla
tua?
SI NO
02
gli diresti del numero dei figli che desideri?
SI NO

03
gli confideresti della frequenza dei tuoi rapporti sessuali?
SI NO

04
gli diresti se preferisci vivere nell’appartamento di un condominio o in un’abitazione singola?
SI NO

05
gli parleresti di quale metodo usi per il controllo delle nascite?
SI NO

06
gli spiegheresti cosa fai per attrarre l’attenzione di una persona dell’altro sesso che ti piace?
SI NO

07
gli diresti della frequenza dei tuoi appuntamenti sentimentali?
SI NO

08
gli faresti sapere quante volte hai mentito alla persona del cuore?
SI NO

09
gli sveleresti che cosa provi nel discutere di argomenti sessuali?
SI NO

10
gli diresti come potresti sentirti (o ti sei sentito) nel vedere tuo padre picchiare
tua madre?
SI NO

11
gli diresti se ti senti (o ti sei sentito) indipendente dalle regole familiari vivendo coi genitori?
SI NO

12
gli faresti sapere delle riunioni familiari?
SI NO

13
gli sveleresti quali sono i tuoi parenti favoriti e perché?
SI NO

14
gli confideresti come vedi l’avvicinarsi della tua vecchiaia?
SI NO

15
gli sveleresti le parti del corpo che più ti vergogni a esporre?
SI NO

16
gli diresti che cosa provi nel prestare denaro?
SI NO

17
lo metteresti al corrente della tua attuale, impellente necessità di denaro: debiti in sospeso, quindi importanti, necessari, trovandovi in una situazione di default? SI NO

18
gli confideresti quanto spendi per il tuo abbigliamento?
SI NO

19
gli diresti delle leggi che vorresti vedere rispettate?
SI NO

20
gli faresti sapere se hai pianto da adulto nei momenti neri?

21
gli parleresti di quanto ti irrita la gente che ti fa fretta?
SI NO

22
Gli riveleresti quali animali ti rendono più nervoso?
SI NO

23
in confidenza, gli parleresti di ciò che colpisce i tuoi sentimenti?
SI NO

24
gli sveleresti ciò che ti fa più paura?
SI NO

25
gli confideresti cosa provi realmente per le persone con le quali lavori?

26
saresti capace di confidargli le cose che fai e non desideri che la gente veda o sappia?

VALUTAZIONI INTERPRETATIVE:
Sommate tutte le risposte con il “SI”.

da 01 a 06 = grado di apertura molto scarso, molta diffidenza;
da 07 a 09 = grado di apertura scarso, diffidenza;
da 10 a 13 = normale o buona fiducia e apertura;
da 14 a 17 = piuttosto buona l’apertura con molta fiducia;
da 18 a 26 = fiducia massima e ottimo grado di apertura: ma un pizzico di prudenza non guasterebbe. A mio giudizo: la prudenza non è mai troppo.

FINE

Enzo




venerdì 16 dicembre 2011

PENSIERO DI OGGI

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Pensiero positivo di oggi






Essere se stessi vuol dire accettare i propri difetti senza alcun senso di colpa 



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CONSIGLI UTILI

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Noci, noccioline e pistacchi hanno una pellicina molto sottile ed è difficile toglierla bene. Provate ad immergerle per qualche minuto, ovviamente sgusciate, in una ciotola di acqua bollente. Una volta scolate la pellicina verrà subito via.


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Per evitare che le vostre patate arrosto o fritte assorbano troppi grassi durante la cottura durante la cottura, basta bollirle per qualche minuto. Questo primo stadio di cottura sigillerà la patata impedendo che si impregni di olio.



Aggiungete un pizzico di zucchero ai pomodori che volete grigliare: avranno un sapore più intenso ed arrostiranno prima.

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Un modo semplice per ungere le tortiere consiste nello sciogliere il burro sul fuoco, versarne una cucchiaiata nella forma da ungere e passarlo bene dappertutto con l’aiuto di un pennello.



Per frittelle più leggere e soffici aggiungete un pizzico di bicarbonato al latte dell’impasto.

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Per preparare le patatine fritte tagliatele a bastoncino e mettetele in acqua fredda e salata per un’oretta, poi asciugatele con cura e tuffatele nell’olio bollente.



Se fate il pesce lesso, ricordate che quello di mare va immerso in acqua fredda, quello di lago in acqua salata già calda.



Per staccare facilmente le foglioline da un rametto di rosmarino, basterà afferrare la cima con una mano e fare scorrere il pollice e l’indice dell’altra nel senso contrario della crescita.

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Quando organizzate il cambio di stagione negli armadi provvedete a eliminare tutti i capi di abbigliamento che non si utilizzano più, ma che si tendono a conservare per anni!



Se dovete conservare degli indumenti, non usate le classiche custodie in plastica, ma coprite gli abiti che indossate poco con un vecchio lenzuolo o con una federa. La plastica infatti (comprese quelle che usano in lavanderia) non lascia traspirare i vestiti e con il tempo li macchia di giallo.

Annamaria "2"

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BENEDETTO CASILLO in " L’ATELIER DELL’AMORE "

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Non solo il cinema mi attrae tantissimo . . . da quando anni, molti anni fa, cominciai a frequentare i teatri, non ho più smesso.
A cosa preferisco assistere?
Mi piace spaziare nel panorama vastissimo di questa arte, che rivela ogni volta inattesi scenari.
Stavolta vi presento brevemente una commedia che, tra sottintesi e inganni, mi ha fatto trascorrere una serata con le lacrime agli occhi . . . dal ridere!

BENEDETTO CASILLO in " L’ATELIER DELL’AMORE "

Le commedie di Georges Feydeau rallegravano il pubblico parigino di fine ‘800 ironizzando sulla buona società dell’epoca; a Napoli Eduardo Scarpetta rendeva la comicità più adatta alla città, divertendo il pubblico. Benedetto Casillo, che da tempo riadatta le opere dei due autori, anche con “Sarto per signora” ha realizzato un adattamento che valorizza al massimo la sua dimensione comica ed evidenzia le caratteristiche di una compagnia di attori particolarmente adatti al genere. Ma Casillo non si limita ad adattare, egli crea nuovi spunti, rende più moderno il linguaggio, riscrive dialoghi, inventa battute, serra i ritmi, dà spazio alla fantasia. Il suo lavoro, quindi, può ritenersi un originale. La trama è quella di Feydeau, semplice ed accattivante. Il sipario si apre sulle avventure galanti, o presunte tali, di un medico che approfitta della sua professione per intrecciare avventure amorose con qualche sua bella paziente. Ovviamente non è tutto facile. Come spiega lo stesso Casillo, “le vie dell’adulterio sono costellate di difficoltà, bugie, sotterfugi ed imprevisti, e se ci si mette anche una suocera burbera ed assillante, il quadro è completo”. l nostro dottore galante, si trova costretto a fingersi addirittura titolare di un affermato atelier di alta moda. Un gran sarto! Un gran bugiardo! E fra tante situazioni comiche Benedetto Casillo, come sempre, fa divertire il suo pubblico senza nessuna volgarità.




L’arte non è rappresentare il nuovo, ma rappresentarlo con novità . . .

MARIA...a dopo

ADDOBBI NATALIZI: LE PALLINE DEGLI ALBERI



A Betlemme c’era un artista di strada molto povero che non aveva nemmeno un dono per il Bambino Gesù; così egli andò da Gesù e fece ciò che sapeva fare meglio, il giocoliere, e lo fece ridere. Questo è il motivo per cui ogni anno sull’albero di Natale appendiamo le palline colorate – per ricordarci delle risate di Gesù Bambino.Ma si racconta anche che:
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All'origine l'albero era addobbato con dei frutti, sopratutto mele rosse e arance, ecco il perché delle palline di Natale. Poi poco a poco con il passare degli anni le decorazioni si sono trasformate.Si dice che tempo fa in Alsazia ( Francia ) in seguito ad una brutta raccolta delle mele,un vetraio ebbe l'idea di sostituire le mele con delle palline di vetro.
L'idea piacque molto.Nell' anno 1830,a Lauscha (Germania)si producevano delle " kugels" (palline di vetro) le quali erano destinate a proteggere la casa dagli spiriti.Nel corso del XIX secolo, in Lorena si fabbricavano delle palline in vetro soffiato di Boemia dipinte a mano, ed erano molto molto apprezzate.In quanto ai dolciumi ( caramelle, cioccolatini, frutta secca,ecc...) non persero molto tempo ad entrare a fare parte delle decorazioni dell'albero. 





Se volete realizzare da soli le palline di natale per dare un tocco personale al vostro albero , eccovi qualche idea 

PALLINE DI NATALE DI VETRO

Pallina di natale di vetro con decoupage
Occorrente: palline di vetro trasparenti di varie misure; passamaneria; ritagli di carta con motivi natalizi; stencil; vernice spray color oro; centrini rotondi; colla;

Realizzazione: Ci sono vari metodi per decorare le palline di vetro. Palline con il decoupage: applicare la tecnica del decoupage per rivestire le palle di vetro con i ritagli di carta. Palline con lo stencil : attaccare, con il nastro adesivo, la mascherina sulla palla di vetro e spruzzare la vernice spray sulle parti scoperte dello stencil. Lasciare asciugare e togliere la mascherina. Palline di pizzo: avvolgere la palla di vetro con il centrino di pizzo. annodando con nastro colorato. Palline fantasia: incollare sulle palle di vetro pezzi di passamaneria (nastri, cordoncini, perline, applicazioni ecc).


PALLINE DI NATALE CON LA CORDA


Palline di Natale con la corda
Occorrente
palloncini gonfiabili piccoli gonfiabili ad acqua, cordoncino colorato, colla Vinavil, 1 pennello, vernice spray brillante, fiocco, cordoncino sottile

Realizzazione: Prendere i palloncini gonfiabili (vanno benissimo le bombe d'acqua), gonfiarli e chiuderli. Fare una soluzione di 5 parti di colla vinilica e 1 parte d'acqua e spennellare il palloncino. Prendere il cordoncino e cominciare ad avvolgerlo attorno al palloncino a caso, creando una sorta di gabbia- gomitolo. Quando finito fermare il capo finale del cordoncino ad un pezzo della gabbia e rispennellare tutto con la soluzione di colla e acqua. Lasciare asciugare e, quando la corda si è indurita, scoppiare con uno spillo il palloncino al suo interno e toglierlo. Rimarrà la gabbia vuota, a forma di palla. Per dare più lucentezza spruzzare il tutto con spray colorato, brillante o glitterato. Attaccare alla sommità un fiocco colorato e un cordoncino ad anello (o un nastrino sottile), per appenderla.


PALLINE GIOIELLO

Palline di natale con brillantiniOccorrente: palline di Natale colorate; un bicchiere stretto; brillantini di bigiotteria vari; colla in tubetto; pennarelli dorati;

Realizzazione: Sistemate la palla di Natale sul bicchiere, come supporto, incollate i brillantini sulla metà superiore della palla e attendete che la colla si asciughi. Cerchiate poi ogni brillantino con il pennarello colorato, che darà omogeneità alla decorazione. Fate lo stesso per la metà inferiore della palla.



PALLINE CON PAILLETTES

Palline di natale con paillettes
Occorrente: palline di polistirolo, paillettes di vari colori, spilli dorati (o argentati), nastri di vari colori, colla.

Realizzazione: Scegliete la fantasia da fare su ogni pallina e poi mettete le paillettes fermate dagli spilli in modo da ricoprire tutta la palla. In cima alla palla create con i nastri un "anello" in modo che possa essere appesa; fermate il nastro con una o due paillettes e un pò di colla.



PALLINE DI NATALE CON FIGURA



Occorrente: 1 metà pallina, colori, carta da regalo, 1 statuetta natalizia, passamaneria, 1 fiocco, cordoncino sottile

Realizzazione: Quando vi capita che si rompa una pallina dell'albero di Natale, se almeno una metà delle due è integra, non buttatela ma riciclatela così. Prendete la metà che si è salvata e colorate l'interno (per esempio notte con brillantini per simulare un cielo stellato) oppure foderatelo con un pezzettino di carta da regalo con motivi natalizi.
Fatto questo prendete una statuetta raffigurante qualche soggetto natalizio (un Babbo Natale, un angioletto, un pacchettino regalo,...) della dimensione giusta che possa essere inserito nella nostra metà pallina.
Quindi incollatela all'interno, fissandola bene. Con la colla attaccate della passamaneria sul bordo della pallina, per rifinirla. Sulla sommità della pallina mettete quindi un fiocco e un cordoncino ad anello per appenderla.

PALLINE CON GUSCI DI UOVA


Occorrente: gusci di uova lavati e ben asciutti, colla vinilica, colori a tempera, ritagli di carta natalizia, passamaneria colorata, acqua

Realizzazione: Preparate una miscela di colla vinilica e tempera del colore base per la pallina: colorate uniformemente i gusci. Per afcilitare la decorazione dei gusci, appoggiarli su un vassoio di polistorolo e tenerli con uno stuzzicadenti. A questo punto procedere con la decorazione: applicare i ritagli della carta di natale e poi inserire dei nastri colorati nei buchi fatti nei gusci e chiudere con della carta argentata o dorata.



PALLINE DI NATALE CON DECOUPAGE

Palline di Natale con decoupage

Occorrente: 1 pallina in plastica (plexiglass) apribile, 1 tovagliolo di carta con un piccolo disegno natalizio, colla velo, vernice trasparente lucida, colori acrilici, cordoncino sottile, nastro.

Realizzazione: Ritagliare l'immagine che ci interessa dal tovagliolino. Dividere i veli da cui è composto e tenere soltanto quello stampato.
Aprire la pallina e incollare, con la colla a velo (colla particolarmente indicata per questi lavori, si trova in tutti i negozi di hobbistica), la figura ritagliata, stando bene attenti a non romperla e ad attaccarla senza creare bolle d'aria o pieghe.
Una volta asciutto, spennellare con la vernice lucida per donare brillantezza all'immagine e lasciare nuovamente asciugare. Per lo sfondo colorare con colori acrilici. Si ottiene un effetto carino se si tampona del colore con una spugnetta (o con gli appositi pennelli-spugna, anch'essi facilmente reperibili nei negozi di hobbistica), ma anche uno sfondo brillante e uniforme va bene, dipende molto dal disegno scelto.
Lasciare asciugare e infine chiudere la pallina, adornarla con un fiocco e un cordoncino ad anello per appenderla
  PALLINE DI NATALE PATCHWORK      

 
 
 Occorrente: 1 pallina di polistirolo, 1 taglierino (cutter), spillini da patchwork, forbici, stoffa di cotone con colori o disegni natalizi, passamaneria, limetta per le unghie di metallo, cordoncino sottile.

Realizzazione:
Prendere la pallina di polistirolo e disegnarci a biro degli spicchi (come fosse un'arancia).
Con il cutter incidere lungo gli spicchi disegnati, non eccessivamente in profondità.
Tagliare dei pezzettini di stoffa della dimensione giusta per coprire gli spicchi. Posizionare ad uno ad uno i ritagli di stoffa sullo spicchio che si vuole ricoprire. Aiutarsi con una limetta per le unghie per infilare la stoffa nei tagli della pallina precedentemente fatti e tagliare con la forbice la stoffa in eccesso che fuoriesce.
Fare questo con tutti gli altri spicchi, fino a rivestire tutta la pallina.
Prendere la passamaneria e posizionarla sopra i solchi in cui è stata infilata la stoffa, in modo da coprire lo stacco tra uno spicchio e l'altro. Fermarle aiutandosi con degli spillini da patchwork.
Alla sommità della pallina attaccare, sempre grazie agli spillini, un anello fatto col cordoncino sottile, in modo da poter appendere la pallina. 


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ANNAMARIA...  a dopo 

giovedì 15 dicembre 2011

PENSIERO DI OGGI




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STRANI PROVERBI


CAN CHE ABBAIA . . . LO SBATTONO FUORI DAL CONDOMINIO !
PARTIRE E’ UN PO’ MORIRE . . . MA MORIRE E’ PARTIRE UN PO’ TROPPO !
CHI SEGUE GLI ALTRI . . . NON ARRIVA MAI PRIMO !
CASA MIA PER PICCINA CHE TU SIA . . . TU MI COSTI UNA PAZZIA !
MOGLI E BUOI . . . SEMPRE CORNA SONO !
CHI LA FA . . . TIRI LA CATENA !
GALLINA VECCHIA . . . PRIMA O POI MUORE !




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