domenica 19 febbraio 2012

CARNEVALE!


Tempo di Carnevale, tempo di peccatucci 


di gola, rustici e dolci . . .





Tempo di allegria, di maschere, di sfilate in maschera, di scherzi . . .
Anche se viviamo tempi difficili . . .


Concediamoci comunque una pausa di relax, condividiamola con  le persone a cui vogliamo bene, dedichiamola ai bambini .. . 

Sicuramente ci farà bene, tanto bene !


Da sempre per Carnevale a casa mia non sono mancate le Chiacchiere, che continuo a considerare il  simbolo del periodo. 
       
                                                               
Per non perdere di vista l’esigenza di leggerezza, vi propongo la ricetta delle  Chiacchiere  Al  Forno  che rispetto a quelle fritte hanno solo 200 calorie per 100 g, quindi perfette per chi è a dieta o per chi non ama i cibi fritti.

Ma prima eccovi un elenco dei vari nomi usati in Italia per chiamare questo dolce (così chi di voi non sa cosa sono le chiacchiere lo capirà nel caso le chiami diversamente..):



bugie (a Genova, Torino e Imperia, è un’italianizzazione del ligure böxie);
  • gale o gali (a Vercelli e Bassa Vercellese);
  • cenci o crogetti (in Toscana);
  • cioffe (in Sulmona e centro Abruzzo);
  • chiacchiere (in Basilicata, Sicilia, Campania, Lazio, Sardegna, Puglia, Umbria, Calabria, a Milano e a Parma);
  • cróstoli (a Ferrara, Rovigo, Vicenza, Treviso, Trentino, Friuli, Venezia Giulia);
  • fiocchetti (a Montefeltro e a Rimini);
  • frappe (a Roma e ad Ancona);
  • galàni (a Venezia, Verona e Padova);
  • intrigoni (a Reggio Emilia);
  • rosoni o sfrappole (a Modena, Bologna e Romagna);
  • sfrappe (nelle Marche);
  • sprelle (a Piacenza);
  • gròstoi o grostoli (a Trento);
  • Cunchiell’ o Qunchiell (in Molise);
  • e ancora stracci, lasagne, lattughe, pampuglie, manzole . . .


Bene! Ora che voi tutti avete riconosciuto la ricetta di cui sto per parlarvi, passiamo subito . . . in cucina !
Ingredienti:
Per l’impasto :


350 gr di farina bianca; 80 gr di zucchero; 2 cucchiai di olio di semi di girasole; 1 presa di sale; 75-100 ml di vino bianco secco; 4 cucchiai di grappa; 1 fialetta di aroma di vaniglia; 60 gr di burro; 1/2 busta (2 cucchiaini) di lievito per dolci.
Per cospargere : 40 gr zucchero a velo
Preparazione:  setacciate sul piano del tavolo la farina. Al centro del mucchio praticate una buca e mettetevi zucchero, olio, grappa, aroma, sale e, per ultimo, il lievito setacciato. Impastate il tutto aggiungendo a piccole dosi il vino, fino ad ottenere un impasto non troppo morbido. Formate una palla e lasciatela riposare in frigorifero per almeno 45 minuti avvolta in una pellicola trasparente. Con un mattarello stendete l’impasto in una sfoglia spessa circa 1 mm, ritagliate le chiacchiere (11×6 cm) con l’aiuto di una rotella e disponetele sulla lastra del forno foderata con carta da forno.                                                       Cuocete per 12-15 minuti nella parte media del forno preriscaldato  (elettrico e a gas :160-170°C, ventilato :150-160° C). Cospargete le chiacchiere raffreddate di zucchero a velo.


Buon divertimento a tutti . . . da  Maria








Per i piccini, la storia di Arlecchino

C'era una volta un bambino, molto povero chiamato Arlecchino, che viveva con la sua mamma in una misera casetta. Arlecchino andava a scuola e, per carnevale, la maestra organizzò una bella festa e propose a tutti i bambini della scuola di vestirsi in maschera. I bambini accolsero l’idea con molto entusiasmo, parlavano dei loro vestiti coloratissimi e bellissimi. Arlecchino, solo, in disparte, non partecipava all’entusiasmo generale; zitto , zitto, in un angolino, sapeva che la sua mamma era povera e non avrebbe mai potuto comprargli un costume per quell’occasione! Ma agli altri bimbi dispiacque vedere Arlecchino tanto triste, così ciascuno di loro decise di portargli un pezzetto di stoffa avanzata dai loro costumi colorati. La mamma di Arlecchino lavorò tutta la notte, cucì fra loro tutti i pezzi diversi e ne fece un abito. Al mattino Arlecchino trovò un bellissimo abito di colori diversi. La mattina del martedì grasso, alla festa della scuola quando Arlecchino entrò in classe tutti lo accolsero con un fragoroso applauso perché il suo vestito, non solo era il piu' bello ma anche il piu' Originale.



MARIA & ANNAMARIA

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