martedì 3 dicembre 2013

PADOVA, DIVENTA HI-TECH L'ORTO BOTANICO PIU' ANTICO DEL MONDO








Come una gran fetta di torta trasparente adagiata sull'erba . . . come la prua di una nave in cui si può guardar dentro . . . un edificio-oggetto . . . una costruzione che c’è ma non dovrebbe esserci . . . un volume che fa di tutto per sparire e fa di tutto per essere visto, soprattutto dentro.

  

È il progetto culturale ambizioso che aggiunge un ampliamento ad alta tecnologia all’Orto Botanico più antico del mondo : quello di Padova, fondato nel 1595 dall'Università di Padova, oggi patrimonio dell'Unesco.
Lo scorso 14 ottobre c’è stata la prima presentazione (per pochi fortunati) per mostrare che dal 2010 i lavori sono andati avanti molto celermente; sabato 19 e domenica 20 ottobre, le porte si sono aperte a quanti hanno voluto visitare il nuovo edificio delle serre : appuntamento all’inizio dell’estate 2014 per l’apertura ufficiale.



Un giardino di 15 ettari dedicati a tutte le piante del mondo all'interno di una cupola di vetro e cemento che sfrutta le acque termali di Abano e l'energia del sole attraverso i pannelli fotovoltaici.                                                                                                    Stretto tra le cupole bizantine della chiesa di Sant'Antonio e quelle rinascimentali di Santa Giustina, a due passi da Prato della Valle che è una delle piazze più belle d'Italia, pervaso da un profumo di olea fragrans che entra nelle narici. 

   

E’ pronto per essere aperto al pubblico e per diventare un prepotente richiamo come il museo Guggenheim per Bilbao e un luogo dove si impara attraverso l'esperienza, come il Nemo è per Amsterdam.                                                  Nel 1545 fu un lampo di genio dello Studium patavino inventare l’Orto dei semplici, cioè delle specie vegetali che servivano alla medicina, gli unici rimedi del tempo. Allora fu una decisione scientifica e didattica.                      Oggi che ci sono i farmaci di sintesi, l’Orto Botanico è una decisione che sa più di umanistico : lì dentro sono confluiti i concetti che erano alla base dell’Orto antico.                                                                                                                                             
Per esempio, i moduli rinascimentali: allora suggerivano l’idea della perfezione, della matematica che accompagna la misura realizzata, dell’equilibrio anche compositivo delle aiuole e delle loro suddivisioni.


                                                            
Oggi i moduli rinascimentali si sono trasferiti nell’accostare riquadri di vetro, e linee portanti, ma il concetto è lo stesso, una misura che guida la costruzione, e anche la vista, verso la perfezione.                                                                                                                                                                       
La superficie esterna si comporta come una gigantesca foglia di un albero che abbatte l'inquinamento atmosferico. Il tetto è un'incredibile distesa di cuscini trasparenti gonfiabili che hanno la capacità di raccogliere di giorno il calore del sole e di disperderlo la notte . è stato utilizzato un materiale speciale, l’Etfe, adoperato anche dalla Nasa.

      
                                                                                         
Presto una fitta vegetazione, piantumata con una tecnica che ha bisogno di pochissima acqua, nasconderà le coperture.                                                                                                      
Al suo interno si troveranno 5 serre differenti, in cui verrà dato spazio ai differenti ambienti presenti sulla Terra, dalla foresta pluviale, dove l'umidità crea le migliori condizioni per la vita, ai panorami più estremi, dove il freddo rende la sopravvivenza delle specie vegetali quasi impossibile.



Il Giardino della Biodiversità sarà caratterizzato dall'acqua, con piccole cascate che suddivideranno i diversi ambienti; l'edificio è stato progettato per il recupero dell'acqua piovana, così da garantire l'autosufficienza idrica e ridurre l'impatto ambientale

       
                                                                                                
Al nuovo spazio saranno anche legati studi e simulazioni che guardano al futuro, con approfondimenti sui temi legati alle possibili condizioni di vita extra-terrestri e sugli effetti che l'inquinamento estremo o l'intervento dell'uomo produrranno sulle specie vegetali.                                                                                                
Le aiuole che si troveranno all'esterno delle serre saranno dedicate alla coltivazione delle specie locali, dai giardini fioriti, alle piante aromatiche, alle specie vegetali commestibili. 

 

Non manca uno sguardo alle nuove tecnologie : prima di visitare l'orto botanico, i visitatori potranno ammirarne un'anteprima sul web, grazie al Wikiorto. Potranno così prepararsi alla visita e rimanere in contatto con le piante anche dopo che si sarà conclusa; sarà possibile scaricare una apposita App ed entrare a fare parte di una comunità virtuale legata all'orto botanico.                                                                                                                                             
Le serre sono una macchina da cento aspetti; cambia la percentuale di umidità, il flusso dell'aria per dare alle piante le condizioni ideali.



Praticamente invisibili, ci sono sonde dappertutto. Vengono raccolti i “dati meteo” e inviati ad un sistema computerizzato che a sua volta comanda diffusori di acqua nebulizzata, riscaldamento eccetera : capita di trovarsi in mezzo all’effetto nebbia, come se fossimo in Amazzonia. 


     
                                                                                                 
Spazio anche all'aggregazione urbana, con aree dedicate ai bambini, alle famiglie, agli studenti e all'organizzazione di eventi.                                           
Ricordiamoci che qui dentro siamo all’Università, mica in un giardino pubblico!                                                                                                                                    
Un paradiso attivo per chi vorrà e per gli studenti, che finora magari andavano all’Orto Botanico (antico) per leggersi un libro su una panchina o per star tranquilli con la morosa . . .




Dal mio piccolo “orto”, questo è per voi, da Maria !






e . . . un tuffo in un “giardino” degli anni ’70 . . . 

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