sabato 19 ottobre 2013

NONNA LEA : NON E' MAI TROPPO TARDI













Un esempio per tutte le persone della terza e quarta età 





UTE-Paderno DugnanoConcorso Nazionale3°Premio Diploma/argentoNonni amorosi





Ho avuto l'onore di conoscere questa Grande Donna  in occasione del premio "Nonni amorosi" dove Lea Ralli ha riscosso molto successo con i suoi racconti e la sua grande simpatia. E' una "regina" del web.  Per lei e' stato amore a prima vista... 


Lea Mina Ralli
Fin da giovanissima ha iniziato a scrivere poesie, canzoni, aforismi e racconti e
i suoi libri in lingua e in dialetto romano sono divenuti 76 che sono stati tutti pubblicati online nei suoi siti Web e sui giornali in Rete a cui collabora da molti anni,
nonostante le cure della sua famiglia numerosa ed esuberante, Nonna Lea, nome d’arte con cui è meglio conosciuta, non ha mai smesso di porre in poesia personaggi e avvenimenti dedicando gratuitamente su richiesta poesie personalizzate.Fra gli
oltre trenta premi ricevuti, vi sono quelli del Comune di Roma:
Campidoglio d’argento 1999 per la Poesia Romana e quelli per l’Arte bianca e per la Creatività dell’Anziano 2000 e 2001 per la produzione Pro-Ecologia di bambole e oggettistica con la plastica morbida. con “Caro diario” fi gura nel volume “Roma:
Un capitale di ricordi” e nei volumi patrocinati dalla Biblioteca della Camera dei Deputati vi è presente con la poesia “La Fonte del Fico in Sabina” e nel libro “Viaggi di Autore” col racconto
“Visitando le isole greche” ora, novantaduenne, Lea Mina Ralli, ha ancora una mente prolifi ca, tante idee da realizzare e presta la sua collaborazione a svariati giornali cartacei romani.

Potte visitare sempre il mio sito a questo link: nonnalea 

Prefazione di Nonna Lea prima di introdurre una prima poesia


CON VOI E PER VOI

Qualcuno ricorderà un Programma bisettimanale con questo titolo in una delle prime “Radio Private”a modulazione di frequenza che era creata e presentata da certa Nonna Lea.

Questo accadeva negli anni ottanta ed ora in piena era informatica sono tornata come autrice nel presente Sito per presentarecon molta umiltà poesie e  racconti,fiabe e canzoni dedicate, come allora, a chi ha tempo  e voglia di seguirmi.

Per chi ancora non lo sa eccomi con nome e cognome : Lea Ralli  vedova Mina e pluribisnonna.

Le mie attitudini  non sono  così straordinarie da essere messe in vista giacché sono comuni a  tante donne.

Più significativo sapere che dopo i settantacinque anni, trovato finalmente il tempo  per trasformarmi  in universitaria della terza età, ho realizzate le mie aspirazioni ed conseguite molte lauree per avere la possibilità di esprimere al meglio   quelle capacità di cui la natura mi ha dotata.
Avendo anche acquisite le dottrine informatiche ho pensato che i nuovi mezzi  sono i più idonei per raggiungere vecchi e nuovi estimatori ai quali presentare tutta la mia produzione .

mso-bidi-font-size: 10.0pt; mso-bidi-font-weight: normal"> Con voi e per voi, dunque, in questo Salotto, oppure nell’Angolo romano o in quello dei Racconti.

mso-bidi-font-size: 10.0pt; mso-bidi-font-weight: normal">Per chi preferisce la collaborazione on line, vi è l’invito a Tempi nostri e alla  Palestra della terza età.

L’unico ostacolo per fare ciò che piace veramente è la pigrizia che bisogna essere pronti a scacciare, ricercando la fiducia nelle proprie capacità.

Posso  quindi testimoniare che il famoso detto:  "Non è mai troppo tardi” risponde a verità spronando  tutti gli anziani a scuotersi dal torpore che viene dal credersi  finiti e inutili.

Mai come nella terza e quarta età, con le varie esperienze acquisite, sia pure attraverso sbagli e delusioni , si è capaci di dimostrare che la vita è bella e degna di essere vissuta.



I MIEI 90 ANNI

Sono giunta ai novant'anni
Ricordando molti affanni.
Se potessi vorrei avere Le mie dolci e sane aurore
Che mi davano l'ardire
Di giurare sull'amore
Ma la vita non m'ha date
Quelle cose che ho sognate
Che ho rincorse ed ho sperate
Troppo presto rimpiazzate
Da esigenze familiari
Che mi han preso come fari
Sono ancora quì a sognare
E continuo a sperare
Che i miei figli, i soli Amori,
Dalla vita abbiano allori.
E vedere i discendenti
Sani, liberi e contenti
In un mondo più sereno
Ripulito dal veleno. 
Solo questo appagherebbe
Quel desio che troverebbe
Il perché di questo andare
Fatto sol per rinunziare.  

Anche un desiderio involo
E lo chiedo senza duolo
D'aver sempre e solamente 

Tanta gioia nella mente
Che mi sappia consolare
Nei futuri anni a venire  

 E ringrazio assai di  cuore Chi mi ha dato tanti auguri
Perché pure questo è Amore.

Lea Mina Ralli
( Nonna Lea)




A presto, Nonna Lea, con i tuoi racconti, le poesie e tanto tanto altro...




Annamaria... a dopo

CORSO SEMISERIO DI EROTISMO E SESSUALITA’ n°18


Un po' di svago e serenità con questa simpatica lezione-sceneggiata, scritta, diretta e interpretata da Enzo & company..........



“La Parola Erotica”



Dott. Professore Rafele Stokafis, responsabile del Reparto sessuologia e andrologia dell’Ospedale San Gustavo di Napoli.
Corsisti:
-Ducky e Annamaria – detta OB: coniugi

-Enzo e Annamaria – detta AM2: coniugi

Nella Sala Conferenze del 2° piano dell’Ospedale i quattro corsisti sono seduti nei rispettivi banchi.
                                
Ore 19.00

OB   Finalmente riprendiamo il corso, Duc.  Siamo qui di nuovo stasera. E’ bello stare di nuovo insieme, però  mi dispiace che il nostro Prof Kemal, sta veramente male. Dicono che è scivolato giù per le scale di casa.

DUCKY     Anche a me.  Corre voce che aveva litigato con la moglie,  è uscito sbattendo la porta…e…”ha pigliato ‘e lisce” ed ha ruzzolato per le scale…in altre parole…”è scapezzato”.

AM2         Noi ci ridiamo sopra, ma non sta bene. Speriamo che si rimetta presto. 

ENZO       Non stiamo mica ridendo. Comunque, fra poco conosceremo il nuovo professore.


(Il professore  fa il suo ingresso con una borsa  e dei libri in mano. Saluta tutti con una stretta di mano e poi si sistema in cattedra.)


 IL PROF  E’ bene che mi presenti. Signori, Stokafis…Rafele Stokafis.


OB           (i corsisti bofonchiano) Oh,  per favore… ssst… un momento, .non ho capito bene…stokafisso? Mi scusi, dottò,  nel senso che sarà fisso fino alla fine del corso? oppure…

IL PROF   Sono “fisso” fino alla fine del corso e mi chiamo Stokafis…capisco.

OB           Non Stoccafisso, ma Stokafis, professò…il nome…se uno non lo sente bene, può fare confusione.

IL PROF   Signora Annamaria, è Stokafis con la cappa, non quella del camino, ma quella dell’alfabeto.  Mia madre si innamorò di un bell’uomo  americano di Brooklyn. Il mio papà ,  appassionato della cultura giapponese, ed essendo un karateka, volle portare mia madre in luna di miele a Kamakura . Là sono stato concepito; lui voleva chiamarmi Ralph e mia madre Rafele, vinse mia madre. Ed eccomi qua. Chiudiamo la parentesi personale e diamo il via alla, mi pare, la 18^ lezione.

AM2         Dottore Stokafis, nel dialetto nostrano, Kamakura ha un significato diverso…

IL PROF   Lo so, spero, parlando con rispetto, che voi donne ve la “curate” costantemente.

ENZO       Mia moglie AM2 ne ha giudiziosa  cura.  Dottò, noi siamo tutti pronti.

IL PROF   Molto bene. Tratteremo della  “parola”, intesa come dialogo…

AM2         Qua ti voglio…OB, vuoi vedere che il professore ce l’avrà con noi donne?

OB           Non cominciamo….e ascoltiamo il professore. Prego, Dottò!

IL PROF   Come ho già detto, la “parola” intesa come dialogo, come discorso, come tono ha un proprio fascino erotico, conosciuto fin dall’alba dell’umanità, al punto che tutte le religioni si sono avvalse di questo mezzo per ammaliare il popolo.

OB           E’ quello che ha fatto il mio Duc con me,  mi ha ammaliato come ha detto lei, preciso preciso.

DUCKY     OB, ti prego, i fatti nostri teniamoli per noi. Ok?

IL PROF   Prego, quieti…lasciatemi continuare. Dovete sapere che tramite la parola si convince, si esalta, si erotizza una persona…

AM2         Ecco ecco, si erotizza, eccolo qua, prufessò,  e’ lui che mi ha erotizzato  in una giornata di un’estate calda; però …e non vi dico come…

ENZO       Dottò, non la rimproverate…Annamaria cioè AM2 ,  perché mi fa tenerezza, è fatta così…impulsiva…spontanea. Ora…seguiamo la lezione.

IL PROF   …si erotizza una persona, ma la si può anche deprimere, inibire e anche moralmente…e non è un’esagerazione, uccidere. Tutti i grandi oratori esercitano un’intensa suggestione, perché sanno impostare la voce, il discorso, le idee. Non a caso leggiamo nel Vangelo che in principio era il verbo…

DUCKY     OB,  tu con i verbi…non hai tanta domestichezza eh?

OB           Bello mio, e tu non fai una bella figura con questa tua “domestichezza”…testa d’uovo, si dice dimestichezza!

DUCKY     L’ho fatto apposta per vedere se eri attenta.

IL PROF   Signori, per favore…che facciamo cabaret?!  Proseguo. Il “verbo” – e non quello grammaticale -  Il verbo è la “PAROLA”. La parola è anche una chiave che apre purtroppo la camera del SuperIo…

AM2         Dottò, nà piccola e breve spiegazione ce la potete dare?, grazie.

IL PROF   Giusto. E’ il nostro inconscio, è la parte interiore di ognuno di noi che giudica, controlla, critica,  a volte troppo esigente, troppo severo troppo punitivo. E’ un concetto non proprio facile da comprendere, ma credo di avervi dato una idea, almeno credo.

OB           Così ce l’hai questo inconscio…a volte duro…esigente… controlli…eh!?

IL PROF   Dovete sapere che molte persone, per lo più di sesso femminile, s’innamorano non tanto di un determinato uomo, ma della “parola”, della sua espressione, dei suoi concetti, per cui si potrebbe dire che l’intellettuale…

AM2         Non per presunzione…come mio marito Enzo…

DUCKY     Eh, ti pareva se non si vantava il suo maritino!

IL PROF   …per cui, ripeto, si potrebbe dire che l’intellettuale ha una marcia in più per ammaliare una donna. “L’oratore”, cioè la persona fornita di particolari doti,  parlando,   riesce molto efficace  nel suo intendimento.

OB           Sembra il mio Duckino. Che belle espressioni.

AM2         Veramente pare  più  il mio Enzo che il tuo Duchino.

IL PROF   Ancora, prego…seguitemi.  L’oratore, diciamo chiaramente, il LUI,  grazie alle sue parole, magnifica il discorso, perché  sa colorarle con i toni giusti: è trascinatore di folle, quando alla parola aggiunge l’azione, più o meno delittuosa, Hitler, Mussolini, Giulio Cesare e tanti altri dominatori nulla sarebbero stati se non avessero avuto il magico dono della parola coinvolgente, che conferiva loro carisma.
La parola diventa  parolaccia o parolina nell’intimità degli amanti, riuscendo ad accendere ancora di più la “fiaccolata libidica e sentimentale”.

OB           DUCKY, hai sentito….mi devi spesso  accendere “la fiaccolata” che mi fa stare così bene…poi ne riparleremo stasera.

AM2         OB, mica solamente a te…magari fiaccolate meno frequenti, che durano di più e con tanti sospiri, lamenti…

ENZO       E meno male, ci mancherebbe pure che ti lamentassi…e ricordati che non devo fare “tutto io”.

IL PROF   …Ssst…posso proseguire?  Mettetevi bene in mente che la “parola”,  specialmente sussurrata, può e deve essere “un preliminare obbligatorio assieme allo sguardo”; la parola può essere allusivamente sessuale, buttata lì quasi per caso. Anche l’allusione, come il doppio senso, accende la libido.

OB           Duchino, tesoro mio, chedè sta libido?

DUCKY     Zitta, picceré, te lo dirò a casa….stanotte!

IL PROF   ….ma la parola soprattutto conquista la donna che che è la culla dei sentimenti.

ENZO       Io là ti metterei in una culla, ti cullerei, poi ti prenderei, ti adagerei e poi…passerei all’accensione della tua “fiaccolata libidica.

AM2         Non aspetto altro…accendimi sempre…(sottovoce) la “fiaccola”.

IL PROF   Ci sono uomini che ne fanno abuso, ma altrettante donne riescono a capire la strategia e a non farsi “accendere”. Insomma, che vi piaccia o no, il sesso ha la sua parte nella comunicazione. È che le strutture cerebrali degli uomini e delle donne sono diverse e ciò influisce direttamente su come si comportano.

DUCKY     Prufessò, ci fate un esempio? Grazie!

IL PROF   Certo! Negli uomini le aree della parola e della vista appaiono meno collegate tra di loro, mentre  in voi donne vi è una maggiore capacità di integrare le informazioni visibili e verbali. Chiarisco: significa che gli uomini sono migliori nel concentrarsi sul particolare, mentre voi donne riuscite maggiormente a cogliere una visione d’insieme.
Negli uomini i centri dell’aggressività tendono a essere più attivi, mentre nelle donne  sono i centri emotivi  ad  avere più influenza. Ciò rende gli uomini più competitivi e le donne più collaborative quando comunicano.

DUCKY     Noi aggressivi e loro più emotive. Esatto?

IL PROF   Sì, in linea generale, chiaramente. Ed ancora, gli uomini e le donne percepiscono e ricevono i messaggi in modo diverso. Per esempio,  la semplice frase “Mi dispiace” pronunciata da un uomo, in genere significa “È colpa mia e me ne assumo la responsabilità”.  Ma le stesse parole dette da una donna di solito  esprimono simpatia e indicano dispiacere per ciò che è accaduto. Quindi se una donna dice “Mi dispiace” a un uomo quando sente una storia dolorosa, l’uomo sarà spesso portato a credere di essere esente da ogni colpa.
Cercare di comunicare, e mi avvio a concludere, adeguatamente è una specie di lotteria; siate consapevoli che ogni persona assorbe, immagazzina ed elabora i messaggi in modo personale in base alle loro preferenze individuali.
Comunicare fa muovere le cose, ma raramente la gente si prende la briga di esprimersi adeguatamente. Molto spesso è il modo in cui le cose vengono espresse.

OB   Vero, dottò, siamo tutti d’accordo, credo.

ENZO       Sì, d’accordissimo! Continui, prof Stokafis.

IL PROF   Piccola parentesi: il vostro aspetto che sia curato; il vostro linguaggio può distorcere il messaggio e offendere. Il nostro stato emotivo  filtra le informazioni: ne trattiene alcune ed elimina le altre. Una parola o una frase ricevuta o trasmessa viene trattata in modo diverso a seconda che ci sentiamo molto nervosi o tranquilli e distaccati.

OB   Eh sì, quando mi vengono i cinque minuti, Duckino non mi deve sussurrare nulla e…

DUCKY     …e non ti devo sfiorare nemmeno con un dito,,,amici miei…Ob..è un tipo incazzoso…forse perché saltiamo una fiaccolata libidica, come dice il professore…e lei diventa nervosetta.

IL PROF   il tono della voce , il modo di dire sono più importanti di cosa dite. Mi spiego in modo più chiaro. La voce è un mezzo potente per guadagnarsi l’attenzione della gente e creare un’atmosfera che incoraggi gli altri, e soprattutto il vostro partner, ad ascoltare. Per favore, state attenti a quello che ora vi dico.
-      Altezza e tono. La voce bassa dà l’impressione di gravità e tende a essere presa più seriamente. Una voce acuta o stridente fa pensare che la persona abbia perso il controllo, perciò scegliete il livello più  basso e utilizzatelo finché non vi divenga naturale.
-      Il ritmo della voce. Se il vostro ritmo è troppo veloce, il vostro partner e la gente non hanno il tempo di assorbire quello che state dicendo; se è troppo lento apparirete noiosi.
-      L’enfasi. Date un’inflessione a certe determinate parole per dare loro importanza, ma senza esagerare.
E per ultimo, al telefono, dove non si viene visti, due cose possono aiutare a fare un uso migliore della propria voce. Stare in piedi, in quanto raddrizza il corpo facilitando la respirazione e migliorando la chiarezza della voce.  Sorridere, in quanto solleva i muscoli attorno alle corde vocali rendendo la voce  calda e amichevole e se siete bravi…anche struggente.
 Siamo giunti alla fine. Cercate di ricordare e mettere in pratica quanto vi ho detto: ne ricaverete molti più piaceri ed emozioni.
Vi saluto tutti e ci rivediamo la prossima settimana.

ENZO   Duc, OB, AM2…offro io un bel salto in pizzeria….anzi no…una pasticceria… che dite?

In coro tutti e tre : la migliore, quella centrale…c’è tutto il meglio dei dolci napoletani: babà, santarose, sfogliatelle…e poi se le nostre dame…ci stanno…a casa una fiaccolata “festiva”.

OB       Approvato all’umanità.

DUCKY OB, marò… si dice all’unanimità.


Risata generale.

ENZO



STRANO MA VERO !





Ancora alcune curiosità raccolte . . . qua e là



.
Sorrisi . . . giapponesi ! 



             
Per i nostri canoni di bellezza i denti storti sono un’imperfezione da correggere a costo di portare fastidiosi apparecchi o ricorrere a costose operazioni dentali.                                            
In Giappone invece ci sono ragazze che vanno dal dentista appositamente per farsi storcere i denti;    nel quartiere di  Ginza, a Tokyo, c’è addirittura una clinica specializzata in questo tipo di interventi.
Avere i denti sporgenti, in particolare i canini, è una caratteristica che accomuna molte persone in Giappone ed è dovuta a caratteri genetici.                                                                                                                    
Questa peculiarità, che si chiama “yaeba“, da tantissimi giapponesi non è vista come un difetto, al contrario le ragazze con i denti sporgenti sono spesso considerate molto affascinanti.                                                      
Per questo motivo le “sfortunate” che hanno nel loro patrimonio genetico una dentatura ben allineata possono rivolgersi al dentista per farsi “storcere” i denti quel tanto che basta da diventare più carine secondo i loro gusti estetici, persino con protesi artificiali per rendere i canini più lunghi e sporgenti ottenendo così l’effetto “vampiro”.

Animali . . . e sport ! 




       

Questo animale  è un elemento indispensabile per la sopravvivenza delle tribù nomadi nel territorio mongolo, dunque l’associazione locale di allevatori di cammelli organizza ogni anno il festival, aperto alla popolazione locale ed ai turisti.                                                                                                                        
I cammelli vengono impiegati in competizioni di resistenza, bellezza, nonchè in gare di polo su cammello, sport molto diffusa tra la popolazione mongola.
E se si può giocare a Camel Polo, si può giocare anche a Elephant football!                           
Giovani elefanti giocano a calcio in Nepal, in un torneo che si svolge durante il festival nazionale dedicato agli elefanti.              




Radio . . . da pazzi ! 



         
A Buenos Aires, capitale dell’Argentina, è molto popolare una radio chiamata “La Colifata”, ai cui programmi prendono parte i pazienti dell’ospedale neuropsichiatrico.               
La radio permette ai pazienti di avere degli spazi di autonomia e fa parte della terapia di recupero per aiutarli a riprendere i contatti con il mondo esterno ed interno.                                     
I pazienti suonano, cantano, leggono poesie o fanno interviste alla radio, che molti ascoltatori argentini sembrano apprezzare.



Dolcezza di un . . . cazzotto !   



          
Prima di chiamarsi Bacio, il famoso cioccolatino veniva chiamato . . . Cazzotto.
L’idea venne a Luisa Spagnoli che impastò con altro cioccolato i frammenti di nocciola che venivano gettati durante la lavorazione dei cioccolatini. Questa formula generò la pralina dalla forma irregolare, che ricordava l’immagine di un pugno chiuso, dove la nocca più sporgente era rappresentata da una nocciola intera e fu chiamato per questo “Cazzotto”. Una cara amica di Luisa Spagnoli, non convinta che fosse una buona idea proporre dei cioccolatini da regalare con il nome di “cazzotti”, volle ribattezzarli con un nome più adatto : nacque così il “Bacio” Perugina.

Curiosità del calendario 
          



L’anno non bisestile inizia e finisce nello stesso giorno della settimana.                             
Sempre negli anni non-bisestili, febbraio, marzo e novembre incominciano tutti nel medesimo giorno, e così pure gennaio e ottobre, aprile e luglio, settembre e dicembre.                                     
Maggio, giugno e agosto non sono invece soggetti a regole . . . verificare per credere !!

Rinnovo l’invito a segnalare le “stranezze” che vi capiti di leggere o ascoltare . . . il mondo è bello perché è vario.
P.S. Mi sembra che qualcuno deve averlo già detto!! Ah ah ah

Facciamo una capatina nelle ”stranezze” della natura e . . .

. . . ciao a tutti da Maria !


giovedì 17 ottobre 2013

CEDERE IL POSTO A UNA DONNA INCINTA NON E' SESSISMO MA BUONA EDUCAZIONE

Ministra incinta lasciata in piedi alla Camera, scoppia la polemica in Gb


In nome del progresso si vorrebbe giustificare e plaudire l’indifferenza verso chi potrebbe avere qualche problema oggettivo in più. La gravidanza non è una malattia, ma una pancia pesa parecchio, e questo è un dato assolutamente naturale, tanto quanto inconfutabile! Se poi la signora non ha avuto alcun problema, meglio per lei. Ma i suoi colleghi (uomini, donne e chi li giustifica) comunque hanno fatto una pessima figura!




Il caso- Jo Swinson,ministra per le Pari Opportunità britannico, durante una seduta della House of Commons, è rimasta all'impiedi per oltre trenta minuti al settimo mese di gravidanza, senza che nessuno dei deputati presenti le cedesse il posto. Né lei l’ha chiesto.
Se da un lato colpisce la maleducazione dei presenti, dall’altro fanno pensare le parole pronunciate da fonti vicine al ministro.
“E’ sessista pensare che Swinson non sia in grado di stare in piedi. Non è un’invalida, è incinta”.
Jo Swinson è una donna giovane, ha 33 anni. Ed è una grande sostenitrice dei diritti delle donne. Ma è pur sempre una donna incinta e come tale sarebbe giusto che non stesse in piedi per un lungo periodo.
Questo è ciò che pensa anche James Forsyth, political editor dello Spectator, che su Twitter ha scritto:
(E’ abbastanza notevole che nessuno abbia offerto a Jo Swinson, che è incinta al settimo mese, un posto a sedere. Sono abbastanza colpito da così poca decenza)
Difficile non dare torto a Forsyth. Ma c’è chi la pensa diversamente. E questo qualcuno, che sarebbe una fonte vicina al ministro, ha spiegato al Daily Mail:
“Il ministro non pensava che fosse un problema. Se avesse voluto sedersi lo avrebbe detto. Lei è perfettamente in grado di svolgere le sue funzioni di ministro – come camminare – mentre è incinta”.
La fonte ha continuato il suo racconto “Il ministro è arrivata dieci minuti di ritardo, ed è per questo che è rimasta in piedi a destra in fondo ”
In effetti nella foto pubblicata dal Daily Mail  la si vede in piedi, tranquilla. “Stava parlando con un collega , e lei era perfettamente felice in piedi”.

Per il momento la diretta interessata non ha commentato ma l’episodio ha aperto il dibattito in Gran Bretagna. E su Twitter è partito l’hashtag #seatgate
La domanda è questa:
“davvero offrire il posto a sedere a una donna incinta è sessista? E davvero è un modo per farla sentire malata e inadeguata?”
C’è chi sostiene, insomma, che sia meglio aspettare che sia la diretta interessata a chiederlo se ne ha bisogno.
Ma c’è chi pensa invece che si tratti semplicemente di buona educazione… 
Cosi' come la penso io.


Annamaria...a dopo


PAESE CHE VAI...PISELLO CHE TROVI.




In aumento le richieste di correzione dei genitali 



Non sono piu' solo le ragazze a essere condizionate dalle maggiorate, ora i ragazzi chiedono al chirurgo di 'correggere' i loro genitali.Ma e' disturbo psichico, da esperti progetto educazione a scuola.


La pornografia su internet provoca un nuovo disturbo psicologico: la dismorfofobia. I giovani reputano i propri genitali inadeguati perche' si confrontano con modelli oversize.

E' quanto e' emerso durante la presentazione del Convegno nazionale della Societa' italiana di urologia. Gli esperti auspicano una corretta educazione, a partire dalla scuola.

Sotto è possibile vedere la tabella con i valori statistici relativi alle normali dimensioni del pene e della sua circonferenza.

Ed ora vi propongo la classifica per paesi stilata da un sito che mette gli italiani...udite udite, pardon,... leggete leggete... al secondo posto per lunghezza del pene, mentre finiscono in fondo alla classifica i brasiliani, cubani, egiziani e sudafricani.



E’ uno di quei giorni in cui qualcuno decide di diffondere una classifica di quelle su cui è divertente perdere tempo, curiose da commentare con gli amici, utili, insomma, per intrattenerci per un po’.
Nello specifico si tratta della classifica su quali popoli possano vantare i peni più lunghi, informazioni che, se ritenute abbastanza credibili, potrebbero per alcuni diventare un criterio di scelta su dove passare il prossimo ponte di festività.
Secondo il sito ManHunt a detenere il record della lunghezza sarebbero i danesi con un pene medio di 19,2 cm. Seguono, appunto, gli italiani con una lunghezza media pari a 19 cm a pari merito con gli svedesi. Poi è il turno degli australiani e degli olandesi, che si attestano entrambi sui 18,8.
Prima di scatenarvi nelle conferme e nelle smentite in base alla vostra esperienza personale, vale la pena di incrociare questi dati con quelli di un’altra classifica stilata sempre da ManHunt, quella dei paesi con maggiore presenza di attivi e passivi. Indovinate un po’? La Danimarca sarebbe, in assoluto, la nazione con più passivi, seguita nell’ordine da Taiwan, Malesia, Russia, Indonesia, Cina e Germania.



Il maggior numero di attivi, invece, sarebbero in Costa Rica e, a seguire, in Venezuela, a Cuba, Panama, Repubblica Dominicana, Colombia e Portogallo. I commenti li lascio a voi, naturalmente, e nel frattempo vediamo come continua la classifica della lunghezza del pene.

Al sesto posto troviamo i belgi, con 18,75 cm seguiti dagli inglesi con qualche millimetro in meno e dagli svizzeri a pari merito con gli statunitensi e greci con 18,71 cm. Bisogna scendere ancora più giù per trovare i popoli che nell’immaginario collettivo sono considerati tra i più dotati: gli spagnoli sono sedicesimi, i cubani diciottesimi, i brasiliani ventesimi, seguiti da egiziani e sudafricani e poi questi. Ultimi in classifica i malesiani con soli 15,4 cm.
Quanto pensate siano credibili questi numeri?

La tabella sottostante raccoglie i dati ritenuti reali e come vedete le differenze sono evidenti.
Si evidenzia una media di 15,2cm di lunghezza per 12,7cm di circonferenza


Misure medie REALI del pene e la sua circonferenza

Ed ora qualche suggerimento ,dagli  esperti, per sviluppare il pene in maniera ottimale . Per farlo è necessario capire ,in primis, il modo in cui viene allargato: le cellule del corpora cavernosa di cui è formato il pene si riempiono di sangue in fase di erezione; il pene raggiunge la massima erezione quando è pieno.

Le teorie circa lo sviluppo del pene sono molteplici e tutte sono d’accordo nel considerare che il pene dell’uomo è molto lontano dal suo massimo grado di espansione. Le cellule da cui è formato il membro vanno allenate in modo da elasticizzarle ed ingrossarle, al fine di aumentarne la capacità di riempimento. Un maggior afflusso di sangue nel pene ne aumenta di conseguenza le dimensioni.

Tre esercizi per sviluppare il pene:
 i movimenti del sangue

Gli esercizi per sviluppare il pene puntano allo sviluppo dei suoi tessuti interni, nonché ad aumentare l’afflusso del sangue che li attraversa così da espandere la loro capacità e il loro volume. Per tale motivo in fase di esercizi e quando si è sul punto di mungere o piegare il pene occorre concentrarsi sul movimento sanguineo. Non bisogna preoccuparsi di espandere e stirare la pelle, a meno che non si abbiano problemi di circoncisione.

Tre esercizi per sviluppare il pene: 
fattori esterni

L’ingrandimento naturale del membro è un processo che consta di diverse tappe, influenzate da una serie di condizionamenti. Alcuni dei fattori più importanti sono l’alimentazione e l’esercizio fisico, al pari del movimento del sangue. Più il corpo è forte, in salute, sano, più la circolazione sanguigna aumenterà con facilità. Molti sono i medicinali che la favoriscono.

Tre esercizi per sviluppare il pene: 
l’atteggiamento mentale


Nel programma di penis – enlargment due sono i fattori fondamentali: la costanza e la pazienza. I risultati non si vedono in un tempo prestabilito. Possono essere notati dopo qualche giorno, oppure dopo qualche mese. L’importante è non demoralizzarsi, restando sereni e positivi. Conta moltissimo, inoltre, la perseveranza: 20 minuti di allenamento al giorno sono obbligatori per farcela.



Dal film "La cosa piu' dolce". Questa scena (spiritosa) vista da sola non potrà essere capita , ma in tutto il film ci calza a pennello.


Annamaria... a dopo