sabato 15 novembre 2014

In giro NON me ne vo' per la città

Non sapendo cosa postare per il fine settimana e considerando che le previsioni meteo non sono per niente buone, ho pensato di offrirvi la visione di un film...senza uscire di casa.
Dunque , cari amici e lettori, buona visione e buon fine settimana a tutti .



"Abbandonata dal destino" 



Un film  emozionante e spettacolare che ci fa riflettere.
La protagonista del film (tratto da una storia vera) con forza, determinazione e amore  è riuscita ad andare avanti e ce l'ha fatta ad ottenere quanto  pensava fosse stato meglio per lei. 

E a proposito di destino... finito il film potete,  sempre senza uscire di casa , cliccare e...fare un salto nell'altro blog dove potrete gustare un pezzo , scritto da Enzo e Ob,  che tratta come argomento proprio il destino 

http://ilnostrospazio.altervista.org/destino-2/


Annamaria...a dopo


mercoledì 12 novembre 2014

PER INNAMORARSI BASTA UN QUINTO DI SECONDO

Per innamorarsi basta un quinto di secondo e quando succede si ha lo stesso sentimento di euforia che si prova quando si assume cocaina. Ma anche se si dice che al cuor non si comanda, in realtà l'amore è un sentimento molto più "scientifico" e legato al cervello di quanto non si pensi.

Secondo  uno studio dell'università di Syracuse, pubblicato sul Journal of Sexual Medicine, quando ci si innamora ci sono ben 12 aree cerebrali che lavorano in tandem per rilasciare sostanze chimiche che danno l'euforia, come dopamina, ossitocina e adrenalina, e sono coinvolte in funzioni cognitive molto sofisticate. Un risultato che fa scaturire la domanda se sia il cuore o il cervello a farci innamorare.
"E' una domanda spinosa ha commentato la coordinatrice dello studio -Stephanie Ortigue, Io direi il cervello, ma anche il cuore è collegato perché il concetto dell'amore è formato da entrambi i processi che dal cervello vanno al cuore e viceversa. Ad esempio, l'attivazione di alcune parti del cervello può generare delle stimolazioni al cuore, come le famose farfalle nello stomaco. Alcuni sintomi che sentiamo come nel cuore a volte vengono dal cervello".
Si è anche scoperto che i livelli di sangue del fattore di crescita nervoso, o Ngf, aumentano e sono più alti nelle coppie che si sono appena innamorate. Questa molecola ha un ruolo importante nella chimica sociale degli umani e nel colpo di fulmine."Questi risultati , continua Ortigue , confermano che l'amore ha una base scientifica e che quando non va, è una causa di stress emotivo e depressione".
La ricerca ha individuato anche quali sono le diverse aree del cervello che si attivano quando ci si innamora. Ad esempio l'amore incondizionato, come quello tra madre e figlio, è acceso dalle aree centrali, mentre quello appassionato è innescato dall'area delle ricompense e da quella cognitivo-associativa.

Finiro' cosi aspettando l'uomo che mi faccia aumentare i livelli di sangue del fattore di crescita nervoso, o Ngf ?  ...boh...aspetto che le mie 12 aree cerebrali si decidano a lavorare insieme e non individualmente...






Annamaria... a dopo


martedì 11 novembre 2014

UNA RICETTA AL VOLO



Insalata novembrina ai finocchi






Ingredienti per 4 persone:
2 finocchi grossi o 4 piccoli, 3 cespi di indivia belga, 4 vaschette di formaggio tenero tipo crescenza (4 etti), 4 cucchiai di olive verdi denocciolate, 4 pomodori secchi, 2 cucchiai di senape dolce, 3 cucchiai di aceto di mele, 6 cucchiai di olio extravergine di oliva, sale, pepe, 1 filone di pane da tostare.


Preparazione:
Lavare i finocchi, tagliarli in quarti e poi a fettine sottili e radunarli in una insalatiera.
Aggiungere l'indivia pulita e tagliata a listarelle.
Condire con un pizzico di sale e 3 cucchiai di olio e mescolare.
Distribuire finocchi e indivia nei piatti singoli e contornare con le rondelle di olive, poi distribuire sopra il formaggio a tocchetti, i pomodori tagliati a dadini e una presa di pepe appena macinato.
In un vasetto a vite mettere la senape, 3 cucchiai di olio, l'aceto e una presa di origano, chiuderlo e agitarlo per qualche istante e poi versare sulle verdure poco prima di servire, oppure mettere in un salsiera e passarlo a parte, insieme al pane tostato. 

Annamaria...a dopo

domenica 9 novembre 2014

"GIACOMO DI CRISTALLO" - UNA FIABA SENZA TEMPO



GIANNI RODARI




Il 23 ottobre 1920 nasceva ad Omegna Gianni Rodari ,giornalista scrittore, pedagogista e poeta italiano, specializzato in testi per bambini e ragazzi. Voglio ricordalo presentandovi  una delle sue innumerevoli storie . Si intitola Giacomo di cristallo (Emme edizioni) e racconta la storia di un bambino nato trasparente.
Era nato in carne e ossa  ma pareva di vetro, e se cadeva non andava in pezzi, ma al più si faceva sulla fronte un bernoccolo trasparente.


La straordinaria immaginazione di Rodari, con questo racconto  portò alla luce un personaggio davvero pittoresco come Giacomo, che non poteva dire le bugie o tenere per sé un segreto perché tutti avevano libero accesso alla sua mente.
Cosa succederebbe se anche noi diventassimo trasparenti? O se la gente potesse leggere i nostri più intimi pensieri? A cosa state pensando in questo momento? Giratevi ,per i piu' piccoli, e osservate la mamma, il compagno di banco o la maestra. Per i grandi, il vostro partner o gli amici .Chiunque vi stia intorno ecco, sanno già tutto senza che voi gli abbiate ancora detto nulla. Strano, vero? Stranissimo! Eppure, sappiate che senza arrivare al punto di leggere i pensieri, per sapere come le cose stanno davvero,  nella vita, la verità è necessaria e, in alcuni momenti, potrebbe essere l’unica via d’uscita. (In questo momento sto pensando al caso di S. Cucchi).
Conclude bene Rodari : la verità è più forte di qualsiasi cosa, più luminosa del giorno, più terribile di un uragano…
Come in ogni storia che si rispetti, arriverà, prima o poi, “un cattivo”, un tiranno che solo con la verità si riuscirà a sconfiggere...



Una volta, in una città lontana, venne al mondo un bambino trasparente. Attraverso le sue membra si poteva vedere come attraverso l'aria e l'acqua. Era di carne e d'ossa e pareva di vetro, e se cadeva non andava in pezzi, ma al più si faceva sulla fronte un bernoccolo trasparente.


Si vedeva il suo cuore battere, si vedevano i suoi pensieri guizzare come pesci colorati nella loro vasca.
Una volta, per sbaglio, il bambino disse una bugia, e subito la gente poté vedere come una palla di fuoco dietro la sua fronte: ridisse la verità e la palla di fuoco si dissolse. Per tutto il resto della sua vita non disse più bugie.
Un'altra volta un amico gli confidò un segreto, e subito tutti videro come una palla nera che rotolava senza pace nel suo petto, e il segreto non fu più tale.



Il bambino crebbe, diventò un giovanotto, poi un uomo, e ognuno poteva leggere nei suoi pensieri e indovinare le sue risposte, quando gli facevano una domanda, prima che aprisse bocca.
Egli si chiamava Giacomo, ma la gente lo chiamava “Giacomo di cristallo”, e gli voleva bene per la sua lealtà, e vicino a lui tutti diventavano gentili.
Purtroppo, in quel paese, salì al governo un feroce dittatore, e cominciò un periodo di prepotenze, di ingiustizie e di miseria per il popolo. Chi osava protestare spariva senza lasciar traccia. Chi si ribellava era fucilato. I poveri erano perseguitati, umiliati e offesi in cento modi.


La gente taceva e subiva, per timore delle conseguenze.
Ma Giacomo non poteva tacere. Anche se non apriva bocca, i suoi pensieri parlavano per lui: egli era trasparente e tutti leggevano dietro la sua fronte pensieri di sdegno e di condanna per le ingiustizie e le violenze del tiranno. Di nascosto, poi, la gente si ripeteva i pensieri di Giacomo e prendeva speranza.
Il tiranno fece arrestare Giacomo di cristallo e ordinò di gettarlo nella più buia prigione.
Ma allora successe una cosa straordinaria. I muri della cella in cui Giacomo era stato rinchiuso diventarono trasparenti, e dopo di loro anche i muri del carcere, e infine anche le mura esterne. La gente che passava accanto alla prigione vedeva Giacomo seduto sul suo sgabello, come se anche la prigione fosse di cristallo, e continuava a leggere i suoi pensieri.


Di notte la prigione spandeva intorno una grande luce e il tiranno nel suo palazzo faceva tirare tutte le tende per non vederla, ma non riusciva ugualmente a dormire.
Giacomo di cristallo, anche in catene, era più forte di lui, perché la verità è più forte di qualsiasi cosa, più luminosa del giorno, più terribile di un uragano.

Annamaria... a dopo