giovedì 29 dicembre 2016

IL BENE E IL MALE

ENZO & ANNAMARIA



In questi momenti euforici pieni di auguri , bontà , speranza e buoni propositi,  il nostro amico Enzo, insieme al fido Ducky, ci offrono l’opportunità di riflettere ,ancora una volta, (perchè non è mai abbastanza) sulle diverse controversie concezioni del bene e del male.

Siamo esseri umani e in quanto tali siamo soggetti a classificare i nostri sentimenti in due categorie , il bene e il male.
Il bene e il male esistono in senso relativo.

Ciò che è bene, lo è per qualcuno o per qualcosa e contemporaneamente é sempre male per qualcun’altro o qualche altra cosa.


Il nostro interesse è perseguire il “bene per l’uomo”, in modo che le nostre risorse siano accresciute per portare avanti lo scopo della nostra esistenza. Perseguire il “male per l’uomo”, si otterrebbe il contrario con minori risorse per il senso della nostra esistenza, che non é il comodo e piacevole per se stessi. Lo scopo é, invece, il favorire l’altro…. anche se ,purtroppo, alle volte penso che stia diventando utopia.  … Buon Anno!

Annamaria


Se Dio è buono, chi ha creato il male?

 

Ducky  (nell’atmosfera natalizia appendendo un quadro; ha in una mano un chiodo e nell’altra un martello. Enzo regge un quadro ma…

DUCKY    Ahiii…porca putt…il dito…il dito, marò che male…

ENZO      Ah ah..soffia Duc, soffiaci sopra…ah ah…

DUCKY    Vaff…che ti ridi, ride pure lo “scombinato”.

ENZO      Ti fa molto male?

DUCKY    Nooo, mi son fatto un gran bene. Mi fa ancora male, cavolo!

Alla fine, tra improperi, sfottò, risatine, il quadro viene appeso.

ENZO      Il male non è mica questo, il Male vero è tutto un’altra cosa.

DUCKY    Anche quello che sento al mio dito indice è Male: male fisico ma sempre male. Ma tu a quale male ti riferisci? Ma niente paroloni.

ENZO      E come faccio, qui il discorso si fa difficile.

DUCKY    Ma chi l’ha messo in mezzo stu male, come mai esistono persone cattive?

ENZO      Hai detto bene. Se le persone non ci fossero, se esistesse solo la materia, la terra, gli astri, non esisterebbe nessun Male.

DUCKY    Il Male lo fanno gli uomini, le persone cattive, perfide. Un terremoto dove non muore nessun essere umano, non è un male; uno tsunami di vastissima potenza se non uccide nessuno, non è un male. Se non esistono persone, qualsiasi disastro non è un male, secondo me.

ENZO      Proviamo a sentire le persone di cultura e facciamoci alcune domande. Che cos’è il Male? Se Dio ha creato il mondo, ha creato anche il male? Se Dio ha operato la creazione in base a un atto cosciente e volontario, lo si può ritenere responsabile dell’imperfezione del mondo dove si compiono tante azioni malefiche?

DUCKY Qui ci vorrebbe una tazza di camomilla!

ENZO      Eh no, io direi un caffè forte. Seguimi. Sant’Agostino dice che il Male è la negazione del Bene. Dio è buono, potentissimamente e larghissimamente buono. Ha fatto delle cose buone. Allora dov’è il Male, da dove e per dove è penetrato qui dentro?

DUCKY    Eppure le persone buone ci sono, ma esistono anche quelle “cattive”. Non è che trascurò alcune cose durante la creazione? Scusa, Enzù, Dio è il bene più grande, giusto? Lui è il sommo bene, e meno bene sono le cose che fece; dunque da dove viene il Male? Forse nella materia c’era del Male e Dio nel darle una forma, un ordine, vi lasciò delle parti che non mutò in bene?

ENZO      Sant’Agostino si chiede ancora: “Perché Dio, onnipotente non usò la sua onnipotenza per creare tutte cose buone. Quale onnipotenza infatti era la sua, se non poteva creare alcun bene senza l’aiuto di una materia non creata da lui? E poi conclude: “Questi pensieri rimescolavo nel mio povero cuore gravido degli assilli più pungenti, frutto del timore della morte e della mancata scoperta della verità.” Sono tantissimi i filosofi, teologi che hanno affrontato questo argomento o mistero.

DUCKY    Dimmi il tuo pensiero.

ENZO      Te lo dirò alla fine.  Prima di proseguire, siccome siamo agli ultimi giorni di questo disgraziato anno, il caffè lo vado a fare io, ma forte.

DUCKY    Hai ragione, mi devo tenere sveglio, altrimenti la mia testa comincia a fumare. Grazie, fratello Enzo! Mi raccomando, forte, bollente ed equamente zuccherato.

ENZO      Sì, fratello Ducky! E per fare del Bene, userò le tazze del servizio per le occasioni speciali.

(I due gemelli prendono il caffè)

ENZO      Ora riprendiamo…

DUCKY    Asp…un momento.

ENZO      Che c’è?

DUCKY    Una domanda difficile! Molto difficile.

ENZO      Ti ascolto!

DUCKY    Dove nasce la tendenza di certe persone, in generale, a fare il male…compiere azioni scellerate, senza scopo e senza utilità, a volte anche per noia?

ENZO      La tendenza a compiere del male è innata e immotivata; quasi sempre si compie il male per il solo gusto di farlo, senza altro scopo che il piacere della trasgressione. L’uomo, detto in altri termini, è naturalmente portato alla malvagità e solo con l’aiuto di Dio può salvare la propria anima.

DUCKY    Siamo fatti così male?

ENZO      E’ come se avessimo due entità dentro di noi: Il Bene e il Male.


DUCKY    Vuol dire che se io rubo, è la parte malvagia che commette il furto?

ENZO      Hai fatto una scelta, cretino. Il tuo cervello, ammesso che funzioni,  ha manovrato nella parte cattiva della tua capoccia. E siccome sei credente, come me, l’atto commesso, cioè il furto, trasgredisce sia la legge divina sia quella umana. In certi casi, e sempre come credente, la trasgressione è senza scopo. Sant’Agostino ha scritto, in proposito: “Si pecca per il solo gusto di peccare. L’uomo può evitare il peccato e salvare la propria anima solo con l’aiuto di Dio.” Spero che tu salverai la tua anima. Qualche furto…un furtarello, o una truffetta a qualche vecchietta!

DUCKY    Ma che cavolo stai dicendo? ti si è fuso il cervello, secondo me ti si sono scontrati un paio di neuroni. Non è che hai sedotto qualche vecchietta o  rubato le “offerte” da qualche cassetta  di una chiesa…

ENZO      Dicevo così tanto per dire!

DUCKY    Io pure tanto per dire…piuttosto rivelami il tuo pensiero in merito “al Male”: hai promesso all’inizio.

ENZO      Lo faccio subito, siamo in dirittura d’arrivo. Io penso che il Bene si compie    osservando determinate norme o regole. Comunque si voglia considerare tale esigenza, essa si esprime in regole, con le quali possono entrare in contrasto sia avvenimenti naturali sia comportamenti umani. Tali avvenimenti o comportamenti sono detti Mali, non perché abbiano uno speciale status metafisico, ma sul fondamento di quel contrasto. Concordo con il pensiero di Kant, il quale afferma che è male l’atto che infrange la legge morale, nuocendo a esseri umani. Tale massima non esprime altro che la possibilità di contravvenire alle norme morali, e pertanto definisce il Male come la possibilità generale del disvalore – cioè abbassamento, distruzione del valore – nella condotta dell’uomo. Ti ho fatto una testa così..vero?

DUCKY    No, stavolta ho afferrato tutto. e credo che la massima di quel filosofo…

ENZO      Kant, si chiama Emanuele Kant.

DUCKY    …di Kant piace pure a me: ho capito che la Morale, se osservata è un bene, non osservata è un male e questo vale dal più piccolo furtarello al taglio della testa di un essere umano.


ENZO      Caspita, bravo, Duc. Io stesso non avrei potuto fare una conclusione migliore. Lasciati abbracciare e lasciati augurare un 2017 pieno di “cose buone e belle!”

DUCKY    Altrettanto a te, con tutto il cuore. E alle nostre Amiche Ciucciottine?

(Enzo e Ducky in coro simultaneo)       

Un anno di salute, di cose buone, belle e ricche di emozioni.

Enzo (Vincenzo Liberale)



sabato 3 dicembre 2016

NATALE A MILANO E DINTORNI





-La bellezza del Natale sarà visibile nelle zone centrali, ma anche in tutto il resto della città, in ogni quartiere- questa è la promessa della vicesindaco di Milano, alla presentazione del calendario di eventi fino all’Epifania.



Natale per tutti i milanesi, fra mercatini, concerti, luminarie e l’accensione dell’abete in piazza Duomo mercoledì 7, Sant’Ambrogio.




Il presepe ritorna per la prima volta dopo il 2009 nel cortile di Palazzo Marino che, seguendo la tradizione, ospita un’importante opera d’arte: quest’anno è La Madonna della Misericordia del Piero Della Francesca.




I Villaggi di Natale Tornano sabato il “Villaggio delle Meraviglie” nei giardini Montanelli e il “Darsena Christmas Village”.

Tante e attrazioni a Porta Venezia, a partire dalla pista indoor di pattinaggio lunga 100 metri. E poi la casa di Babbo Natale, le slitte “volanti”, il percorso magico degli elfi.

Babbo Natale aspetterà i piccoli anche alla Darsena, che diventa un bosco incantato, con un mercatino di prodotti artigianali e prelibatezze culinarie.

Oh Bej! Oh Bej! È la fiera più antica e popolare dal 7 al 10 dicembre (dalle 8.30 alle 21) intorno al perimetro del Castello Sforzesco: ospiterà 380 espositori, fra rigattieri, artigiani, mestieranti, venditori di caldarroste, vin brulè e Firunatt, le tipiche castagne affumicate e infilate.



Si volteggia sui pattini ai piedi dei grattacieli di piazza Gae Aulenti, con la pista che sarà a disposizione tutti i giorni dalle 10 alle 24. Aperture speciali a Natale, Capodanno, Epifania. Un’altra patinoar è stata inaugurata in piazzetta Liberty.

Mercatino in Duomo Apre domenica 11 e si snoderà da corso Vittorio Emanuele fino a piazza Fontana con 80 casette in legno che, addobbate a festa, venderanno prodotti tipici della tradizione natalizia di tutte le regioni italiane. Oltre a presepisti, antiquari, maestri artigiani.





Concerto di Natale in Duomo
-Martedì 20 dicembre alle ore 19.30 in Duomo ci sarà il tradizionale concerto di Natale offerto dalla Veneranda Fabbrica del Duomo e dal Comune di Milano. Sul palco si esibiranno l’ensemble ‘I Solisti Veneti’ e la FuturOrchestra, composta dai giovani musicisti del Sistema orchestre e cori giovanili in Lombardia. Il concerto sarà aperto al pubblico e ad ingresso libero a partire dalle 19. Il programma musicale prevede opere di Vivaldi e Mozart.


Concerto di Capodanno
- Si festeggia in piazza Duomo: il big è Mario Biondi, accompagnato da Annalisa. Un concertone all’aperto e gratis per aspettare il 2017.

da Vicky by Leggo.it






mercoledì 30 novembre 2016

MILANO, NATALE "GREEN" ALLA FONDERIA NAPOLEONICA EUGENIA



Un “eco-mercatino” per grandi e piccini sotto la Madonnina.



Per il quinto anno torna Green Christmas,  il mercatino più “eco” di Milano, che si ispira a uno stile di “vita naturale” a 360 gradi. Due giorni per curiosare tra capi d’abbigliamento eco-fashion, oggetti di design bio-ecologico e prodotti bio-cosmetici per fare conoscere alla gente una filosofia di vita “a impatto zero”.



Il periodo pre-natalizio è certamente l’occasione giusta per visitare il  mercatino “green” che sbarcherà a Milano nei giorni 17 e 18 dicembre, presso il suggestivo sito di archeologia industriale della Fonderia Napoleonica Eugenia, nel cuore del vecchio quartiere Isola. 
Una location perfetta per un evento interamente “sostenibile” col richiamo alla bellezza e ai gesti antichi della sua storia centenaria di fusioni artistiche, un luogo dove sono state plasmate campane come quella di San Marco a Venezia o i portoni del Duomo milanese.



Qui i visitatori scopriranno che si può scegliere un originale regalo natalizio per i propri cari e amici rispettando una filosofia di vita “ sostenibile”. A passeggio tra gli stand nella fabbrica settecentesca sarà difficile non farsi conquistare dalle diverse proposte eco-fashion adatte a tutte le tasche: abiti e accessori selezionati col criterio della sostenibilità e per gli standard di qualità, stile, creatività e attenzione alla filiera produttiva, con riutilizzo di materiali di recupero o valorizzazione di tecniche artigianali.
Fibre organiche, tinture vegetali, creazioni che esplorano l’anima green della moda per una scelta più consapevole e più rispettosa nei confronti della natura.

Visitando Green Christmas scoprirete che anche la cura del proprio corpo passa per il rispetto dell’ambiente grazie alle linee cosmetiche bio, composte da selezionati ingredienti naturali: così capelli, viso e corpo sono più belli e anche la natura ringrazia. Un ritorno all’autenticità, un invito a prendersi cura di sé in modo semplice, senza artificialità, mirando all’essenza della bellezza.
E per chi non tralascia il tema dello sviluppo sostenibile e del ritorno al naturale nemmeno quando si rifugia nel suo microcosmo domestico, non mancheranno oggetti e piccoli complementi d’arredo a zero impatto ambientale.



I visitatori avranno inoltre la possibilità (su prenotazione) di visitare lo spazio museale realizzato negli antichi ambienti di lavoro della fabbrica, dove sono conservati documenti, fotografie, strumenti e attrezzature legati all’attività fusoria.

L’appuntamento dunque è in Fonderia il 17 e 18 dicembre… per il Natale più green di Milano!


Fonderia Napoleonica Eugenia
Via Thaon di Revel 21, 20159 Milano
www.fonderianapoleonica.it
Per info e prenotazioni
cell. 393 0552272 
newsletter@fonderianapoleonica.it
Ufficio stampa
Valeria Zanoni
cell. 393 0552272
valeria@tree-ideas.it

Annamaria


martedì 29 novembre 2016

UNA RICETTA AL VOLO...

Una ricetta che ricorda gli antichi sapori  della nonna e che restano nella memoria. ("a pisella"come li chiamava mia nonna , al femminile e solo al singolare) 




Anelli filanti con piselli




Ingredienti per 4 persone:
3 etti di anelli, 3 etti di piselli sgusciati, 4 foglie di basilico, 1 cipolla, mezzo litro di besciamella, noce moscata, pepe, 4 cucchiai di parmigiano grattugiato, 2 mozzarelle tagliate a dadini, 4 cucchiai di olio extravergine di oliva, 1 noce di burro (20 grammi), sale. 

Preparazione:
Sbucciare la cipolla e tagliarla a cubetti.
Versarla in un tegame con l'olio, rosolare per qualche secondo a fiamma bassa e aggiungere i piselli, le foglioline di basilico, un pizzico di sale e mescolare, poi mettere il coperchio e lasciare cuocere per 15 minuti, aggiungendo eventualmente un mestolino di acqua calda se fosse necessario.

In una pentola portare ad ebollizione abbondante acqua e cuocere gli anelli.
Scolarli al dente e versarli nel tegame dei piselli, mescolando con cura.
Foderare una teglia con carta da forno, versare uno strato di anelli con piselli e distribuire sopra la metà della mozzarella e la besciamella, insaporita con una presa di noce moscata e un pizzico di pepe. Versare sopra il resto della pasta, con cubetti di mozzarella, besciamella, formaggio grattugiato e burro a fiocchetti.
Mettere la teglia nel forno già caldo, a circa 200 gradi, per 20 minuti, o fino a che la superficie avrà assunto un colore dorato.
Levare dal forno e dividere le porzioni nei piatti. 


Annamaria


venerdì 25 novembre 2016

UOMINI VIOLENTI, CAMBIARE SI PUO’


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E dopo una giornata di tam tam dove l’uomo (la bestia crudele) è stato costretto ,almeno per un giorno, a riflettere in occasione della giornata contro la violenza sulle donne concludo con una nota positiva in favore degli uomini.

Voglio fermamente credere che non tutti gli uomini sono delle bestie criminali che usano violenza fisica e psicologica nei confronti delle donne, mogli,compagne,sorelle.

Ci sono uomini che sanno davvero amare e rispettare le donne.
Questo bel post di Fabio Volo ,dedicato alla moglie, è un esempio che non tutti gli uomini sono uguali.

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“volofabioDicono che uno dei regali più belli che un padre possa fare ai propri figli sia quello di amare la loro madre. Questo è il regalo che ho scelto anche se in fondo non ho scelto proprio nulla. Semplicemente mi sembra impossibile non farlo. È tutto così naturale. Thank you @johannamaggy”

( Come spesso ripeto, anche se non ci si ama piu’ deve comunque rimanere il rispetto reciproco! )

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Questa invlettere-di-scuse-di-uomini-violentiece è la storia di un uomo pentito e rinato dopo un percorso di rieducazione: “Dovevo cambiare o avrei perso le persone che amo di più”

FIRENZE. “Ricordo ancora quella sera: avevo il coltello in mano e gridavo a mia moglie “ora ti ammazzo”. La bambina era lì che ci guardava. Eravamo in cucina, e il terrore nei suoi occhi e in quelli di suo fratello non posso dimenticarlo. Poi la loro paura, quando venivano a dormire da me, dopo la separazione, perché la mia violenza poteva esplodere in ogni momento, ed erano botte, urla, piatti rotti”.

Alessandro ha 50 anni e non si vergogna di piangere. “Erano così piccoli…”. Seduto in una stanza colorata del “Cam” di Firenze, Centro di ascolto per uomini maltrattanti, mentre stringe tra le mani una lettera della figlia come fosse un oggetto prezioso, Alessandro, alto funzionario in una multinazionale, prova a raccontare cosa c’è nella mente (e nel cuore) di un uomo che terrorizza la moglie, i figli, le persone che più dice di amare. Ma anche il suo lento percorso di rinascita, attraverso gli incontri con gli operatori del “Cam”, il più famoso centro in Italia per il recupero dei maschi violenti.

Alessandro, come ha fatto a capire che aveva bisogno di aiuto?
“Ho sempre pensato di essere nel giusto quando picchiavo e umiliavo tutti. Poi l’anno scorso, quando una sera infuriato ho sbattuto mia figlia contro il portone di casa, ho capito che se non fossi cambiato avrei perso per sempre i miei affetti più cari”.

Ma lei perché si comportava così?
“Rabbioso e iracondo sono stato fin da ragazzo. A casa mia volavano piatti e urla. Sono cresciuto sentendo mio padre gridare a mia madre: “Ora ti mollo un ceffone”. Ma non voglio giustificarmi. Io sono un violento e mio fratello no, eppure abbiamo vissuto le stesse cose. Ho sempre reagito in modo sconsiderato. A 11 anni per una punizione spinsi mia madre contro una poltrona, rompendole una costola. Ma il peggio è arrivato quando mi sono sposato”.

Cosa accadeva?
“Tutto doveva essere fatto come decidevo io. Se mia moglie prendeva un’iniziativa, diventavo brutale. Lanciavo oggetti. Sbattevo i pugni sul tavolo. L’ho presa a schiaffi. La svalutavo in continuazione. Proprio come mio padre aveva fatto con mia madre. In casa tutti avevano paura di me”.

E i suoi figli?
“Il mio rimorso più grande. Nemmeno con loro mi tenevo. Una volta, per strada, strattonai in modo così violento mia figlia di due anni che la gente mi voleva fermare. E a mio figlio, oggi adolescente, ho rotto un oggetto in testa perché non faceva bene i compiti. Per anni non mi hanno parlato. Mia moglie mi ha lasciato quando erano piccoli, ma so che era terrorizzata quando venivano a dormire da me”.

Ma lei non chiedeva perdono, non provava a cambiare?
“Avevo dei rimorsi, ma davo la colpa agli altri. Alla mia ex moglie, ai ragazzi che mi facevano arrabbiare”.

Un padre padrone insomma?
“Forse. Come tanti altri uomini “normali” che ho incontrato qui al centro di ascolto. Convinto, anche in quanto maschio, di avere ragione”.

Ha mai pensato di esser capace di compiere un femminicidio?
“Mi sono fermato in tempo… Purtroppo però ogni volta che ho avuto una nuova relazione ho messo in atto comportamenti violenti. Ho avuto una seconda compagna. Era molto gelosa. Una notte l’ho fatta cadere procurandole una contusione al collo. Naturalmente la storia è finita. Ma io dicevo che era colpa sua…”.

Cosa l’ha spinta a venire al “Cam”? E cioè a curarsi finalmente?
“È stata la mia ex moglie. Mi ha fatto capire che i ragazzi non li avrei più rivisti. Il solo pensiero mi faceva impazzire. Qui però noi non usiamo la parola “curare”. La violenza non è una malattia, è un comportamento. Una scelta. Con i gruppi e i percorsi individuali impariamo a riconoscerla dentro di noi, a controllarla, a modificare le reazioni. Ad esempio smettendo di dare la responsabilità agli altri della nostra aggressività. Ma ci vuole uno sforzo continuo”.

E lei si sente al sicuro?
“Ho sempre paura. Noi ex violenti siamo come gli alcolisti. Sempre a rischio di ricaduta. Io ero un persecutore perché volevo avere ragione a tutti i costi. Oggi ascolto gli altri”.

Lei ha in mano una lettera di sua figlia. Cosa la commuove tanto?
“Piango di gioia e di dolore. Me l’ha scritta dopo l’inizio del mio percorso al “Cam”. Racconta la sofferenza che ho causato a lei e al fratello. Ma dice, anche, che mi vuole bene”.

E suo figlio maschio?
“È chiuso, distante. L’ho picchiato e fatto sentire una nullità. Ma da qualche giorno viene a fare i compiti a casa mia. Una gioia incredibile”.

Se i maschi violenti frequentassero questi centri, si potrebbero evitare alcuni femminicidi?
“Sì, ne sono certo. Ho incontrato diversi uomini, qui dentro, che si sono fermati prima di commettere un omicidio”.


http://www.centrouominimaltrattanti.org/

 Fonte by la Repubblica.it

2.0.1




Annamaria

martedì 22 novembre 2016

PAOLO CREPET: CARI GENITORI PER NATALE NON REGALATE TECNOLOGIA





















-"Ehy bimba quanti anni hai?"
-"5"
-"Hai scritto a Babbo Natale?"
-"No, ho creato una wish list sul mio iPad e gliel'ho


sharata con Dropbox"







"Cari genitori, per Natale non regalate ai vostri figli tecnologia. Date il vostro contributo per liberarli da questa dilagante dipendenza". Questa la frase iniziale dell'articolo di Crepet.


Da una ricerca europea 'The Net Children Go Mobile' risulta che il 46% dei ragazzi tra i 9 e i 16 anni possiede uno smartphone, il 20% un tablet e il 23% dei ragazzi usa queste apparecchiature digitali per stare online ogni giorno. Sempre più connessi, sempre di touch, sempre più su social network e whatsapp. Sempre meno nella "vita reale". Con la tecnologia, si usano sempre meno i sensi
I nativi digitali si stanno abituando sempre di più a usare meno... i sensi. Se giochi con una tastiera, non te ne fai nulla del tatto. Per non parlare della penna tecnologica per scrivere su un touchscreen. I tablet e gli smartphone hanno tutti "lo stesso sapore" e l'udito viene stressato da auricolari e cuffie. "Un telefonino o un personal computer non odorano, eppure i nostri nasi sono sviluppati per riconoscere profumi sopraffini o farci allontanare da orribili puzze. Milioni di ragazzi sono nati e cresciuti guardando a 30 centimetri, non l'infinito di un cielo o di un mare. Come potranno diventare cacciatori di orizzonti se la loro vista si è tarata su un mondo così banalmente vicino, come potranno osare l'ignoto se è tutto così a portata di mano?" ,scrive Crepet. Questo Natale rappresenta quindi una sfida e un'occasione per tutti. Per dimostrare ai giovani che non tutti gli adulti sono uguali e non tutti sono schiavi della tecnologia. E sempre Paolo Crepet scrivendo conclude: "Non si tratta di fare una crociata, di essere 'contro' la tecnologia, ma di essere attenti e critici su ciò che sta accadendo ai dettagli della quotidianità dei nostri figli. Possibile cenare senza che ognuno in famiglia si porti il proprio device a tavola?"


Secondo lo psichiatra, Natale diventa quindi una scommessa di libertà. Un modo per insegnare ai propri figli ad essere, soprattutto e prima di tutto, liberi.



Le mie nipotine hanno (quasi) tutti i gadget tecnologici. Sicuramente verranno loro regalati anche altri giochi (soprattutto Lego) pero' il regalo piu' prezioso per loro sarà il tempo che gli regaleranno mamma e papà magari con un tablet o facendo insieme castelli con i lego. Secondo me non conta lo strumento, ma come viene usato e la partecipazione dei genitori allo sviluppo dei propri figli.


Annamaria

venerdì 18 novembre 2016

COACH DELLE ABITUDINI








Tante volte nella vita avrai bisogno di partire senza sapere cosa accadrà. Dovrai fare delle scelte, senza avere tutte le informazioni, dovrai prendere decisioni difficili e subirne le conseguenze. 
Saggezza è prendere le decisioni con più informazioni possibili. 
Coraggio è accettare di agire, anche se non sai tutto. 

Buon nuovo inizio, qualsiasi cosa sia per te.






Annamaria


giovedì 17 novembre 2016

AMICI


Ci sono amici eterni, amici che sono di pelle, altri che sono di ferro.
Amici, del tempo della scuola, del lavoro, dell’università
Amici dai quali si apprende
Ci sono amici dell’anima, del cuore, e amici di sangue.
Amici per la vita, amici che sono più che amici.
Amici che son fratelli, altri che sono padri, ma anche amici che son figli.
Ci sono amici che sono nella mala sorte, altri nella buona sorte, amici che ci sono sempre.
Amici che si vedono altri che si scrivono
di sicuro ci sono amici che partono, e ci lasciano. Amici che ritornano, altri che si fermano.
Ci sono amici immortali, amici che sono lontano.
Amici che ti mancano, quelli che si piangono, quelli cui pensi, e quelli che vorresti abbracciare.
Ci sono amici che mai cambiano
Amici maschi, amiche femmine
Ci sono amici che delirano, altri che son poeti,  quelli che dicono tutto, amici che mancano.
Amici nuovi, e vecchi amici.
Amici senza età, amici grassi, amici magri, amici che non ci chiamano, e che non chiamiamo.
Però, il bene e sempre uguale.
Ci sono amici che lasciamo andare, altri che non possono venire, amici che sono lontano.
Amici del quartiere.
Ci sono amici incondizionati
Ci sono pure amici invisibili, amici senza un luogo, amici della strada.
amici che valgono, amici che pesano.
Ci sono Amici che son…..
Amici miei, amici tuoi, amici nostri
Ci sono tanti amici, amici in comune, amici del teatro, della musica, veri amici.
Ci sono amici che sono tristi, altri allegri, altri che semplicemente non ci sono.
Amici che se la passano nella luna, altri nel campo, e altri ancora in cielo.
Tutti assolutamente tutti gli amici hanno qualcosa in comune.
Sono indispensabili
Non dimenticarlo mai
E se vuoi, invia una copia a tutti quelli che erano, e che sono, e dille che siano sempre tuoi amici.
Si sentiranno molto bene.
Cosi come mi sento io ora che sto scrivendo.
Ah dimenticavo di dirti:
Ci sono amici come te, che ti porto sempre nel mio cuore.

Marco

lunedì 14 novembre 2016

IDENTIKIT DI UN AMORE BUGIARDO


Recenti studi ci fanno sapere che per smascherare un bugiardo ci vuole meno di un secondo. Pero', parliamoci chiaro ,quando siamo innamorate cotte non riusciamo ad aprire gli occhi, almeno non subito, restando vittima delle menzogne.
M.Cozzolino , presidente dell'Associazione Italiana di sessuologia clinica, ci aiuta a scoprire quando abbiamo a che fare con un contafrottole, regalandoci qualche consiglio.
(www.sessuologiaclinica.net).




Come si fa a riconoscere un bugiardo in amore?
"Di solito è un uomo che vive di opposti: frettoloso o molto lento, a seconda delle questioni. Per intenderci è bugiardo chi ti dice 'ti amo' al secondo appuntamento. Ma nasconde certamente qualcosa anche chi, dopo mesi di frequentazione, non ti presenta i suoi amici, esce con te solo durante la settimana e in orari improponibili, non ti chiama mai di sera o durante il fine settimana".

E a capire quando è seriale?
"Non è difficile. Il bugiardo seriale racconta balle a tutti: agli amici, ai parenti, anche al portiere dello stabile in cui abita. Basta stare attente alle conversazioni che ha con gli altri in nostra presenza. Se è in grado di dire che è digiuno da ieri, mentre è appena stato a pranzo con te, allora è certamente un bugiardo cronico".

Quali sono i motivi che spingono gli uomini a dire menzogne?
"Ci sono prevalentemente due ordini di cause. Si mente per scarsa autostima o per sfuggire a qualsiasi forma di controllo. In entrambi i casi, il danno è antico. Si tratta di uomini che non sono stati aiutati ad amarsi, che si sono sempre o spesso sentiti diversi dal gruppo dei coetanei, per i quali hanno deciso di 'inventare' una vita in grado di farli sentire all’altezza. Altri, figli di genitori insicuri o ansiosi, si sono sentiti fin da piccoli molto controllati, oppressi, scrutati. E per questo hanno deciso di raccontare una realtà che non esiste".

Cosa c’è dietro questo comportamento?
"Di solito ansia, paura di essere controllati e giudicati, scarsa autostima e senso di inferiorità".

C’è un modo per difendersi?
"Scappare è la soluzione migliore. Se proprio si volesse continuare a frequentare un uomo così, bisognerebbe chiedersi come fare per uccidere la crocerossina che c’è dentro di te. Un uomo è un uomo, non un caso umano da risolvere".

Come si fa a prendere le distanze?
"È semplice se si pensa che chi mente ha già preso le distanze da noi e che non ha voglia di farsi conoscere e scoprire. Il bugiardo vuole mostrarsi sempre meglio di quello che è, anche meglio di noi. È in competizione con tutti, perfino con la donna che dice di amare e l’amore non può essere una gara".

È utile svergognarlo?
"Sì, ma una sola volta, quella in cui definitivamente lo si saluta per sempre. Farlo vergognare di continuo non servirebbe a nulla".

Qual è il migliore atteggiamento da attuare se si ha a che fare con un bugiardo che si frequenta da poco?
"La falsità è un comportamento tutt’altro che superficiale. Ha radici in nodi esistenziali molto profondi che si sciolgono solo con un buon percorso terapeutico. Se il bugiardo lo conosciamo da poco, siamo in tempo per fare marcia indietro".

E se invece è il compagno di sempre?
"Bugiardi non si diventa all’improvviso, a meno che non sia successo qualcosa nelle dinamiche di coppia, per cui l’uomo per sfuggire al controllo della moglie inizia a mentire. Se così non è, ci troviamo di fronte a un partner che non è stato sincero per tutta la durata della nostra lunga storia d’amore. A quel punto nulla serve, ormai siamo abituate a mettere in discussione tutto ciò che dice, sempre e a farlo anche palesemente".



5 CONSIGLI PER SMASCHERARE UN BUGIARDO

1. A differenza di quanto si creda, i bugiardi non hanno grande memoria e lo sanno. Per questo evitano di raccontare una seconda volta una situazione su cui hanno mentito, diranno più facilmente “ora non ricordo”. Tu tieni il conto di quante volte pronuncerà questa frase. Le sue amnesie si riferiscono ad altrettante, precedenti bugie.

2. Il bugiardo incallito tende a essere molto “vittima”. Le bufale che ti racconta per giustificare assenze, ritardi e mancanze si riferiscono spesso a cose che dice di aver subito a causa di qualcosa o di qualcuno: ha fatto tardi perché c’era traffico, perché a causa di un collega superficiale si è dovuto trattenere più a lungo in ufficio o perchè la madre lo ha chiamato all’ultimo momento per una commissione. Simili scuse devono farti insospettire.

3. Tieni d’occhio il suo atteggiamento con il cellulare. È spesso spento, ha la batteria scarica per almeno due ore al giorno, non ha la suoneria dei messaggi attiva e soprattutto ha spesso terribili mal di pancia che lo costringono a interminabili sedute al bagno.
4. Il bugiardo incallito è di solito molto aggressivo. Per evitare le tue domande ti attacca prima che tu possa porle. 

5. Chi racconta balle, non ha molta memoria come abbiamo detto, ma è convinto di non essere stupido. Tenderà a dare molto risalto ai momenti in cui dice la verità, giustificando ogni sua mossa e riempiendo i racconti di particolari. Se davvero è andato a pranzo con il collega te lo racconterà all’infinito, nominando il ristorante, il menù, l’orario di ingresso e di uscita e anche il colore dell’abito indossato dal collega.


Annamaria