giovedì 16 novembre 2017

O E' NATALE TUTTI I GIORNI O NON E' NATALE MAI



Cari lettori, anche quest'anno il Natale si avvicina e anche quest'anno pubblico volentieri i pensieri di pace natalizi 2017 scritti dall'amico del blog, Francesco.
Purtroppo, caro Francesco, sono sempre meno le persone che vivono la solennità del Natale con il vero spirito dell'amore, dell'uguaglianza e della bontà.
Ma noi continuiamo a crederci anche se sembra una recita.
Come la recita che ogni anno ascoltiamo dai bambini, il momento più bello e sincero.
Ecco, io questa poesia la dedico proprio a loro , ai bambini, anime innocenti. Sperando ,per loro, un futuro di pace e fratellanza, sempre.



Avevo fatto un fioretto il 29 dicembre dello scorso anno: mantenere il presepe fino al prossimo natale se mia madre si fosse salvata da un ictus. Così è stato, fino ad oggi, seppur con tanta sofferenza per entrambe.



Poesia di Natale 2017


E’ bello il Natale, guardare la gente felice a ricordare, la ricorrenza della nascita di Gesù bambino da ammirare,

giornata meravigliosa, ci fa riscoprire il grande  e prezioso valore della vita da apprezzare.

E’ bello il Natale, vedere brillare la luce  nelle persone e con buona amicizia a festeggiare,

la stupenda felicità dei bambini, che si divertono con  tanta gioia nella neve a giocare.

E’ bello il Natale, osservare la magica atmosfera, la natura con i suoi fantastici colori,

trasmettono serenità nella gente, aiutano ad aprire le menti e i nostri cuori.

E’ bello il Natale, sentire nell’aria il  fruscio della neve, creando una dolce armonia e buon umore,

quella tranquillità, condizione giusta per donare e condividere felicità e amore.

E’ bello il Natale, offre l’opportunità di ascoltare le voci, di chi soffre  la sete e la fame, persone da amare,

chiedono di poter avere, un pezzo di pane e un bicchiere d’acqua per campare.

E’ bello il Natale, costatare che ci sono tante brave persone, con umiltà e sentita umanità,

portano con dolcezza, una carezza,  un bacio, un abbraccio, ai vecchi, ai bambini,e agli ammalati con generosità.

E’ bello il Natale, vedere tante persone buone, con gentilezza e impegno si assumono la responsabilità,

di compiere azioni, di solidarietà per i nostri tanti fratelli poveri ai margini della società.

E’ bello il Natale, vedere  l’entusiasmo  delle persone  che fanno parte  di tante associazioni di volontariato,

in silenzio portano avanti  con amore progetti, nel sociale per l’ambiente e per la vita, perché tutto sia salvaguardato.

La grande famiglia umana sulla nostra madre terra,sarebbe bello che si unisse in un grande abbraccio,

sotto l’albero dei diritti, diritto all’istruzione,  alla salute, alla pace e alla vita a scambiarsi,  un saluto e un bel bacio.

Questo è il più bell'obiettivo da raggiungere,  per  vedere con gioia l’amore trionfare,

allora sarà ogni giorno per tutti i cittadini del mondo, un bel Natale,  vedere in ogni cuore la serenità  a sbocciare.



Francesco Lena-Annamaria



domenica 5 novembre 2017

CONSIGLI UTILI


NON BUTTATE L’ACQUA DI COTTURA DELLA PASTA!




La pasta, sappiamo bene tutti che è un alimento sano e nutriente  e noi italiani siamo grandi mangiatori di pasta.Senza esagerare come me perennemente a dieta! Quasi tutti i giorni, davanti ai fornelli, dopo averla scolata buttiamo via l'acqua della cottura senza pensare che potremmo invece riutilizzarla. 
Puo'essere molto preziosa e riciclata per diversi usi, grazie ai sali minerali e all'amido assorbito durante la cottura della pasta che siano spaghetti, maccheroni, fusilli...


Ecco come:

Oltre che per un primo lavaggio dei piatti,come mia madre mi faceva fare da ragazzina, può essere utilizzata per rendere più liquidi quei condimenti preparati in casa che risultano piuttosto densi come potrebbe accadere nel caso del pesto.
Allungare leggermente il condimento con dell’acqua lo renderà più facilmente distribuibile in ogni piatto.
Rimanendo sempre tra i fornelli possiamo riutilizzare l’acqua come brodo di base per la preparazione di minestre e zuppe o per effettuare nuove cotture come ad esempio quelle delle verdure al vapore.

Tenendo conto che l’acqua della pasta o del riso sarà già salata e che quindi dovrete evitare di aggiungere il sale previsto dalle ricette, potreste anche provare a riutilizzarla per la preparazione dell’impasto di pane, pizze, focacce, crackers, grissini o torte salate.
Se invece non è molto salata, potete utilizzarla per l’ammollo di legumi secchi come ceci e lenticchie. Notate bene però che l’acqua dell’ammollo non può essere impiegata per la cottura dei legumi.
Se in genere mangiate senza sale, dopo averla fatta raffreddare, potete riutilizzarla per innaffiare i fiori e le verdure dell’orto.
E gli innumerevoli usi dell’acqua di cottura della pasta non diminuiscono, inoltre, neppure uscendo dalla cucina. In quanto ricca di amidi, l’acqua può essere utilizzata ad esempio per preparare un impacco per capelli da applicare prima dello shampoo. Chi soffre di gambe gonfie e pesanti potrà invece sfruttare le proprietà dell’acqua per un pediluvio.
Infine se conservata in bottiglia e fatta raffreddare, con l’aggiunta di qualche goccia di sciroppo d’acero o di altri gusti a piacere, potrete farne un’ottima bevanda rigenerante e ricostituente. Non abusando se contiene sale!


 Poi se proprio non vi va di riutilizzarla né per la cucina né per la vostra cura personale ne per il giardino potete sempre impiegarla per preparare la pasta di sale con cui far giocare i bambini.


Annamaria

giovedì 2 novembre 2017

LO STUPRO DELL'ANIMA




"Cara donna, a volte ti capiterà di essere troppo donna, troppo intelligente, troppo bella, troppo forte, sempre troppo qualcosa. 
Questo fa sentire un uomo meno uomo e tu comincerai ad avvertire il bisogno di essere meno donna. L'errore più grande che puoi fare è togliere i gioielli dalla tua corona perché un uomo la possa reggere con più facilità. 
Quando ciò accade, bisogna che tu capisca che quello che ti serve non è una corona più piccola, ma un uomo dalle mani più grandi." 

Dear Woman di Michael Reid




Una riflessione che non vale per tutte le donne ma per molte. L’umiliazione, la denigrazione, il disprezzo, l’offesa, la noncuranza, la trascuratezza fisica e affettiva, i silenzi, l’esclusione dalle decisioni importanti per la coppia, sono tutte forme di abuso psicologico.

Se il tuo compagno o ex tiene nei tuoi confronti anche uno solo di questi comportamenti , prendi coscienza di subire una violenza psicologica e di avere il coraggio di dire basta e ribellarti senza paura.


Non merita perdono chi usa violenza, offende o minaccia perché lo farà sempre. La strada giusta è denunciare.  Chi è colpevole prima o poi paga per ciò che ha fatto.

Annamaria

giovedì 26 ottobre 2017

REFERENDUM SULL'AUTONOMIA DELLA LOMBARDIA


Vorrei dire ai nostri amministratori della Regione Lombardia, che i 50 milioni di euro di spese per il referendum si potevano risparmiare soldi dei cittadini lombardi.
La trattativa con il governo per avere più autonomia, si poteva chiederla a costo zero, come ha fatto l’Emilia Romagna senza bisogno di un referendum costoso per i cittadini lombardi.
Quei 50 milioni di euro li potevate risparmiare e adoperarli per migliorare i servizi sociali in Lombardia.

Vorrei anche chiedere agli amministratori regionali, cosa intendete fare per superare le liste di attesa, su visite e prestazioni sanitarie, sui ticket e sulle tante ore di attesa per gli ammalati ai pronto soccorso.

Che cosa intendete, fare per superare i grandi  disagi dei pendolari sul trasporto ferroviario, ritardi, treni insufficienti, insicuri e magari anche poco puliti.

Che cosa intendete, fare per combattere le mafie, le corruzioni, l’illegalità e il lavoro nero in Lombardia.

Che cosa intendete, fare per la tutela e la  difesa dell’ambiente, del territorio, dall’inquinamento, da frane, incendi  alluvioni e dai periodi di siccità.

Che cosa intendete, fare per migliorare la sicurezza sia in casa sia fuori.

Che cosa intendete fare per aiutare gli agricoltori in difficoltà, in particolare quelli in collina e montagna.

Che cosa intendete, fare per migliorare l’assistenza per i cittadini più bisognosi, dai diversamente abili ai vecchi non autosufficienti e dare un aiuto alle famiglie che li assistono.

Cari amministratori regionali questi sono i problemi della gente dei cittadini da risolvere, altro che referendum.

Francesco Lena 



venerdì 20 ottobre 2017

INIZIATIVA IN PUGLIA : OFFRIAMO 2000 EURO A CHIUNQUE VOGLIA TRASFERIRSI IN QUESTO PAESINO.





In Puglia c'è un paesino che rischia di diventare una ‘città fantasma’. Il suo sindaco sta cercando di risolvere questo problema.




Il paese si chiama Candela e si trova in provincia di Foggia. Il sindaco Nicola Gatta ha annunciato alla CNN che è disposto a dare un bonus economico per frenare questo declino demografico “Voglio riportare la popolazione alle 8 mila unità degli anni Novanta, quando Candela veniva chiamata la ‘Piccola Napoli’ per le sue strade piene di turisti e venditori urlanti. 
Lavoro ogni giorno con passione e dedizione per riportare Candela ai suoi antichi splendori”.





Il braccio destro del sindaco, Stefano Bascianelli, ha spiegato come funziona quest’iniziativa: “Daremo 800 euro per i single, 1200 per le coppie, da 1500 a 1800 euro per i nuclei familiari composti da tre membri e 2000 euro per le famiglie di 4 o 5 persone“. I requisiti, però, sono tre: prendere la residenza lì, affittare una casa e avere un lavoro con un salario di almeno 7500 euro l’anno.




L’offerta include anche la possibile esenzione delle tasse sui rifiuti e per gli asili pubblici.

(Fonte CNN )

Annamaria

giovedì 19 ottobre 2017

CONSIGLI UTILI

Annamaria2



Obiettivo: braccia toniche

            Uno degli incubi delle donne superati gli “anta” è il decadimento dei tessuti del braccio intorno all’ascella. Ma niente panico, eseguendo esercizi specifici quotidiani che vadano a stimolare bicipiti e tricipiti e seguendo una sana alimentazione, recupererete in poco tempo la tonicità muscolare, eliminando i cuscinetti adiposi. L’obiettivo? Sfoggiare, l’estate prossima, la vostra canotta preferita!


            Infatti uno degli inestetismi più comuni e fastidiosi nelle donne oltre i quaranta è sicuramente il rilassamento dei tessuti delle braccia ed il conseguente accumulo di grasso che inevitabilmente crea un effetto flaccido. Non scoraggiatevi però, l’estate è ancora lontana e gli abiti smanicati  possono aspettare di essere indossati, voi però cominciate a prendere in considerazione il problema: infatti esistono degli esercizi finalizzati a migliorare sia la tonicità dei tessuti profondi che la funzione di sostegno degli strati cutanei più esterni. Abbinando un allenamento di fitness regolare, associato a una dieta bilanciata che privilegi proteine e carboidrati piuttosto che grassi, otterrete un buon tono muscolare in poco tempo.


            Esercizio: sdraiatevi su un materassino, sul ventre con i piedi alla stessa larghezza del bacino. Palmi delle mani appoggiati a terra, alla stessa larghezza delle spalle. Corpo proteso dietro, ginocchia a terra. Le braccia devono essere in linea con le spalle e le dita delle mani devono essere rivolte in avanti  (non all’esterno). Mantenete la schiena piatta e gli addominali contratti.


            Inspirando, piegate le braccia, portatele a 90° con gli avambracci. Mantenete la posizione per qualche secondo e poi, espirando, ritornate nella posizione di partenza distendendo le braccia.

            Iniziate con tre serie da otto ripetizioni ciascuna, poi passate a 3 x 10 e infine a 3 x 15.

Annamaria2

domenica 8 ottobre 2017

POPOLO MOSO, UN PEZZO DI MONDO DOVE NON CI SONO MARITI E MOGLI




Una realtà circoscritta ma significativa del popolo Moso.
Di fatto andrebbe preso come esempio per evitare i femminicidi , le violenze e comunque sentimenti negativi. Gli uomini Moso le armi le conoscono solo per cacciare e pescare.




Non fingono d’amare, non tradiscono , non conoscono la violenza , la gelosia, il possesso. Insomma un popolo felice . Finito un amore ne arriva un altro, invocandolo con danze e canti.

……avere tempo e soldi ci andrei per luglio prossimo quando appunto si radunano per le danze ma solo per vedere l’effetto che fa.



Esiste un villaggio sull’Himalaya in cui comandano le donne e non esistono i mariti.  Conosciuti anche come popolo Mosuo , sono una minoranza etnica che vive nello Yunnan, una zona sud-occidentale della Cina, ai confini con il Tibet e ai piedi della grande montagna.
In questo villaggio le donne non si sposano mai, ma questo non vuol dire che rinunciano ai figli e alla presenza di un compagno o di un padre. Durante le feste popolari sono le donne a scegliere il proprio partner. Se una ragazza si avvicina ad un uomo e gli solletica il palmo della mano vuol dire che vorrebbe stare con lui. Dopo il breve corteggiamento il prescelto può vivere una notte d’amore con la donna, arrampicandosi sino alla sua finestra.



Lei però potrà cambiare idea sino all’ultimo secondo e l’uomo potrà raggiungerla solo se vedrà una cintura appesa alla finestra, in caso contrario dovrà parlare apertamente con la ragazza per poter prendere accordi. Dopo il parto, i figli rimangono a vivere nella casa della madre, insieme alle nonne e alle zie. Le donne vivono e dormono in stanze private, mentre gli uomini riposano in camerate comuni. Quando una coppia Moso si separa lo fa in modo naturale, senza bisogno di litigi o conflitti a causa della gestione dei figli o della spartizione dei beni.



Il ruolo del capofamiglia è ricoperto dalla donna più anziana, la Dabu, che ha il compito di proteggere e guidare la famiglia. Nonostante sia una società matriarcale, quella dei Moso non opprime gli uomini che, al contrario, sembrano molto felici. Si prendono cura dei figli, ma anche delle sorelle e delle madri, costruiscono le case e le rendono sicure. Tuttavia come tratto da wikipedia è il fratello che viene scelto per essere il rappresentante del clan negli affari esterni, la comunicazione con i vicini, le assemblee e la pianificazione del lavoro degli uomini che sono anche deputati a lasciare i villaggi per recarsi altrove a commerciare, o a macellare il bestiame attività severamente vietata alle donne.




In sostanza i Mosuo hanno rigidi ruolo di gender: Le relazioni esterne e il potere sociopolitico rimangono nelle mani degli uomini. Queste ultime caratteristiche impediscono di considerare la cultura Mosuo un matriarcato.Di fatto nei villaggi di questa popolazione c’è una perfetta distribuzione dei ruoli e un bilanciamento delle responsabilità tale da azzerare qualsiasi conflitto possibile.




Per chi volesse approfondire l’argomento consiglio il libro di Francesca Rosati Freeman che ci porta in una dimensione molto particolare, avendo visitato piu’ volte il paese dei Moso, con una ricerca sul campo inerente alla cultura e ai costumi di questa società (quasi) matriarcale







Annamaria



sabato 7 ottobre 2017

CUORE

Un nuovo amico si aggiunge ai poeti del blog: Guglielmo.




 Un cuore per te disegno.


Un cuore per me sei,
di vita.

Un cuore che scaccia...

la malalingua.

Un cuore che pulsa,

anche quando sogna.

Un cuore che ti scalda

dal gelido della vita.




Un cuore che ti accoglie

nelle malinconie.

Un cuore che ti consiglia ,

nella tristezza.

Un cuore che ti ama

sempre.

Tu sei cuore, che pulsa per me.

Guglielmo


giovedì 5 ottobre 2017

IL CUORE SOGNA I MOMENTI DI GRAZIA








Sogna di essere tenuta per mano

da me

sogna un viale alberato

fiorito da una tardiva primavera

sogna che io ti deponga

ai piedi di un albero di pesco

contornato da tulipani “Queen of Night”

e cominci a dormire e sognare

e così assopita ti prenda fra le braccia

raggiunga una grossa nuvola in cielo…ti svegli

e aprendo gli occhi

ti ritrovi su una assolata, calda e silenziosa isola

accanto a me…

il tuo viso sul mio petto

la tua carezza mi sveglia

le tue pupille mi soggiogono

il tuo sorriso si unisce al mio

nei nostri cuori

avidi di sogni

irrompono momenti di grazia

potrei così morire anche per te

e tu vivere in eterno


Vincenzo Liberale

martedì 3 ottobre 2017

QUESTO SI CHE E' AMORE



La terza età arriva per tutti . Per chi ha la fortuna di arrivarci. Questo comporta affrontare  acciacchi  tipici dell anzianità,  subire delle perdite affettive importanti come il compagno o la compagna  di una vita. Ma anche la  gioia di vedere ancora  nascere e crescere nipoti. Come LEI grande donna che pur di rivedere una sorella lontana colpita da  malattia si adatta ai ritmi frenetici di lavoro del giovane figlio e al volo, non esita a mettersi in viaggio per 15 ore consecutive per poterla riabbracciare e confortare, anche se solo per un paio di giorni. Il tempo di due riunioni di lavoro importanti del figlio. Questo è Amore.
Senza  nulla togliere a un'altra sorella che avrebbe voluto esserci in questa circostanza ma... gli acciacchi non lo permettono . Queste sono le vere parentele, le vere famiglie unite e disinteressate.
Non c'entra la religione, la fede qui esistono solo i sentimenti.
Veri, sinceri e puliti.
Non contaminati da bugie, da scuse e di  accuse . Non sempre figli, sorelle, nipoti, etc sono garanzia di successo. L'amore ce l 'hai dentro innato, congenito e non c'è "educazione ai sentimenti" che tenga. 



Annamaria




domenica 1 ottobre 2017

L'UOMO IDEALE E' EMOTIVAMENTE INTELLIGENTE




Se lui fa almeno 5 di queste 9 cose... beh, allora è quello giusto. 




Se avete conosciuto un uomo che vi sembra diverso da quelli conosciuti prima: buono, sensibile, attento alle vostre esigenze e che vi ascolta davvero, non è un alieno o un fantasma e nemmeno un miracolo...o forse si?... E invece no!
E' l’uomo che potenzialmente potreste avere accanto per sempre e probabilmente appartiene alla schiera delle persone cosiddette "emotivamente intelligenti," ovvero persone che sono dotate anche di empatia con la capacità di immedesimarsi all’ istante con lo stato d’animo o la situazione della persona accanto, di altruismo, di propensione al dialogo.
Insomma una perla rara da conservare con cura ma anche faticoso da riconoscere.
Se volete scoprire se questo lui appartiene a questa fortunata schiera , cosmopolitanci viene in aiuto per riconoscerli grazie a 9 segnali...se ne fa almeno 5 ...beh è quello giusto.


È profondamente empatico

L'empatia è la caratteristica principale dell'intelligenza emotiva. In cosa si traduce in pratica? Lui riesce a leggere i vostri stati d'animo senza che scendiate in dettagli particolareggiati, solo da uno sguardo. Sa esattamente cosa vi preoccupa in quel momento e cosa vi farà sentire bene. Con lui non vi capiterà mai di spiegargli cosa vi assilla, sentendovi in risposta: “Uh, mi spiace”, per poi tornare a scorrere il newsfeed di Instagram. 

Cerca di entrare in contatto con le persone più vicine a te

Capita di avere accanto qualcuno che non sopporta uno o più amici della vostra cerchia. Questo porta inevitabilmente a isolarsi dalla compagnia, a preferire la coppia. Con lui non succede: non solo cerca di entrare in contatto con i vostri amici, ma ci va anche d'accordo, perché sa che loro sono importanti per voi. 

Vi aiuta a individuare le relazioni tossiche da eliminare

Lui è la voce della vostra coscienza, di solito vede lungo laddove voi siete annebbiate dai sentimenti. Per esempio, può esservi utile facendovi notare quando vostra cognata vi sta manipolando, senza essere critico, ma dandovi suggerimenti su come reagire in modo diplomatico. Con il suo fare pacato, obiettivo e riflessivo vi ispira a prendere la decisione più giusta e meno impulsiva, come per esempio a non lasciare subito il lavoro, se qualcosa non va, o a tagliare i rapporti con la vostra migliore amica, dopo appena qualche litigio.



È un ottimo ascoltatore

Quando ti ascolta, lo fa cercando di assorbire ogni singola parola, aspettando che abbiate finito per poi dirvi la sua opinione. Diffidate da chi non vi fa nemmeno parlare per poi bombardarvi con le sue verità (riprova che non vi ha davvero ascoltate). 


Non ha paura di discutere

In apparenza sembra bello e idilliaco avere un partner che la pensa sempre come voi, che non vi contraddice: in realtà è segno di scarso impegno. In una coppia sana, le due persone che la formano avranno sicuramente delle differenze di carattere e di vedute, che a volte porteranno inevitabilmente allo scontro: ecco, le persone emotivamente intelligenti sono disposte a sedersi e a discuterne, per trovare un accordo. E non riescono ad andare avanti se non si sono prima appianate le divergenze. 

Ha anche lui i suoi difetti

Come tutti. Essere emotivamente intelligente non è garanzia di perfezione. Anche lui durante il litigio potrà lasciarsi scappare qualche parola di troppo o reagire in modo troppo teatrale a certe affermazioni. Portate pazienza e perdonatevi a vicenda, se potete. 

Non è impulsivo

La spontaneità è quasi sempre un buon segno, ma c'è una bella differenza tra il ragazzo che organizza un viaggio romantico all'ultimo minuto perché ha voglia di stare con voi e quello che si fa licenziare per la terza volta di seguito, perché ha mandato a quel paese il capo. Essere impulsivo significa non saper ascoltare, non prestare attenzione alle persone intorno a sé. 

Si conosce bene

Conosce bene i suoi limiti e non si metterà in situazioni da cui potrebbe uscirne sovraccaricato emotivamente. Ergo, non attaccherà briga solo per il gusto di farlo, non tradirà la vostra fiducia, ma anche banalmente non parteciperà a tre feste contemporaneamente perché non sa dire di no. 

È convinto che non si smetta mai di crescere

Le persone emotivamente intelligenti cercano sempre un modo per essere più gentile o più saggio, anche nelle relazioni. Chiedono sempre un feedback e non solo, lo accettano e cercano di metterlo in pratica. Sono molto aperti mentalmente. 

L'  impegno verso l’altro è in assoluto la regola del buon senso . L'impegno implica l'assunzione di responsabilità nei confronti del nostro lui o lei. Inoltre, comprende il desiderio e la volontà di non deludere , mantenendo un comportamento con  condizioni equilibrate emotivamente e stabilità nella coppia....utopia?

Fonte VanityF

Annamaria


giovedì 28 settembre 2017

LA PAZIENZA




Siete pazienti  verso gli altri…o pazienti per cure sanitarie?

Non sorridete, convinti di saperlo. Definiamola!

La Pazienza è la capacità di sopportare disagi, dolori, attese, tradimenti, eccetera.

“Ma soprattutto  è un’arte che s’impara”

(DI VINCENZO LIBERALE)




Enzo-Ducky

Enzo:     Duc, oggi esamineremo un grande pregio, una virtù di grande valore umano ed esistenziale.

Ducky:    Hai già consumato due aggettivi…umano ed esistenziale. Non ti allargare troppo. Fa già troppo caldo.  Comunque, sentiamo!

Enzo:      Smettila, l’argomento è molto interessante.

Ducky:    Dici sempre che sono molto importanti,,,interessanti.

Enzo:    Perché lo sono, lo sono vabbè.

Ducky:    Eh, non t’infiammare, dicevo così ,,,sai bene come sono…è per sfotterti un po’. Non fare l’offeso…che trattiamo stasera?

Enzo:      La pazienza…

Ducky:    Vuoi sfottere me adesso?

Enzo:     La p a z i e n z a!

Ducky:    Ah sì, io pensavo all’ira…come t’incavoli tu….

Enzo:     Basta mò, non farmela perdere.

Ducky     Prego, prof. Serio sono!

Enzo:     Mi raccomando, Duc, rispetto per i Lettori.  Alzi la mano chi non è mai andato in crisi non ricevendo una risposta immediata a un messaggio importante su una chat o su WhatsApp dalla persona che ama: o semplicemente chi non si è mai sentito impaziente   in coda al casello o al supermercato. La pazienza sembra una virtù dimenticata nella nostra società.  Come te, Duc.

Ducky:    Come te, tu sei nato scordarello.

Enzo:     Cristiana Milla, psicologa, conferma ad Airone:  “la gratificazione immediata è una delle icone più popolari della nostra modernità. Non vogliamo più aspettare e diventiamo facilmente impazienti e aggressivi. Abbiamo disimparato l’arte di attendere, di rimandare.


Ducky:    E’ vero, abbiamo fretta e non ci va di aspettare.

Enzo:     Eppure secondo gli psicologi sembra una qualità impopolare e un po’ noiosa. Lo conferma anche Marina Manciocchi, psicanalista presso il centro di psicologia analitica di Milano e autrice di  Penelope e il senso dell’attesa. La nostra cultura ha fretta di arrivare agli obbiettivi, eppure avere pazienza significa accettare di non essere onnipotenti e di non avere sempre successo subito.

Ducky:    Riconosciamo …che lo siamo.

Enzo:     Purtroppo l’impazienza spesso ci può creare problemi sulle relazioni con gli altri. Inoltre spazientirci di fronte a un problema complesso  ci mette in uno stato di agitazione che peggiora la situazione. Certo l’impazienza è spesso legata all’età della vita in cuici troviamo. I giovani fino ai 35 anni, tendenzialmente vivono con fretta, poi crescendo si tende a diventare più attenti e pazienti.  La famiglia riveste un ruolo importante. Certamente l’ansia di arrivare agli obbiettivi, molto forte tra i giovani, è motivata dall’educazione che si riceve in famiglia. Il modo in cui si cresce ha un peso notevole, così come dalla società. Imparare la pazienza, insomma, significa abbandonare il narcisismo tipico dei bambini che non sanno aspettare. Orbene, quanto costa l’educazione?

Ducky:    Lo chiedi a me? Devi spiegare tu.

Enzo:     Più si è pazienti e più chance si ha di avere successo nei propri progetti e nei rapporti con gli altri. Tuttavia, non sempre i genitori sono disposti a insegnare queste qualità e ad allenare la virtù della pazienza.  E’ sempre più comune osservare genitori che vivono nella fretta, nei tempi stretti, nell’appagamento istantanei dei bisogni, nel tutto e subito. Questo perché a volte è più facile rispondere sempre “sì” accontentando i desideri più diversi dei propri figli piuttosto che gestire situazioni frustranti e disagevoli che nascono da un “no”.



Ducky:    Anche in amore ci vuole un certo modo di affrontare  la pazienza, che credo sia sinonimo di resilienza. Cioe’  riuscire a sopportare e a superare eventi e situazioni negativi. Ma vi è un limite da non sconfinare,  La pazienza e la resilienza sono due virtù che hanno molto in comune. Dico bene?

Enzo:     Ritornando al limite invalicabile,  dobbiamo fare ogni attenzione, relativamente alla persona che a contatti con la persona   che può sfociare nell’impazienza con tutte le conseguenze  spiacevoli nei rapporti  affettivi e sociali. Non a caso la maggior parte   degli  individui,  umani e animali non può sopportare attese più lunghe di pochi secondi. Alcuni ricercatori hanno appurato che oltre al livello di sviluppo cognitivo, la capacità di provare pazienza dipende anche dall’oggetto di attesa.

Ducky:    …specialmente con le donne!

Enzo:     Duc, ma quella non è pazienza…è la loro natura. La pazienza è quindi un sentimento importante, ma non solo. Gabriella Caramore, scrittrice e autrice nel 2014 del saggio  Pazienza  (Ed Il Mulino)  spiega in un’intervista che  “il bambino che cresce ha bisogno di tempo e dunque di pazienza. Ne hanno bisogno gli amanti per custodire il loro sentimento.




Ducky:    Ma non tutte lo sanno custodire, Alter Ego caro.  Non solo, esercitare la pazienza non significa essere passivi nei rapporti  di coppia e familiari: al contrario, ci permette di gestire al meglio le situazioni di amori e amicizia. Specialmente con  alcune nostre  “consorelle”  che hanno messo in serio dubbio il valore dell’amicizia come praticanti.

Enzo:     Calma, fratellino…c’è un aforisma che dice…

Ducky :    Lo conosco…il coltello ferisce da vicino, la lingua a qualsiasi distanza.

Enzo:     Mi fai finire?

Ducky:    Certo, ti vedo in gran forma. Prego!

Enzo:     La pazienza è una virtù dinamica, energetica. Sarebbe un grave errore confonderla con la pura e semplice rassegnazione, l’essere passivi o succubi delle situazioni esterne e dei propri stati interiori, come per esempio la rabbia o la disperazione. La pazienza è attesa attiva, mentre l’impazienza, al contrario, una forma di fuga. Essere paziente significa quando prendere una decisione, e quando no, cogliere il momento giusto per proporre un progetto o attendere che si creino le condizioni idonee per lanciare un’iniziativa. Insomma, il pensiero paziente guarda avanti.

Ducky:    Caspita: stile, culture e ritmo…non ti manca nulla.  Come tuo ammiratore offro io la pizza e tutto il resto.

Enzo:     Sbruffone, tocca proprio a te, stasera.

Fonte/ Airone

Annamaria